Crosetto vola a Dubai per un controllo medico ma la vera scusa sono i figli in vacanza

Crosetto vola a Dubai per un controllo medico ma la vera scusa sono i figli in vacanza

«Ho valutato bene prima di partire? Certo, e non da solo, grazie al cielo. Non è che siamo rimasti all’oscuro come quell’Italia che si immagina sempre ultima a saperne qualcosa. Anzi, nessun Paese europeo aveva la più pallida idea di cosa stesse succedendo finché gli aerei non erano già in volo.» Così si è espresso Guido Crosetto, il super-forte ministro della Difesa, durante la sua brillante audizione nelle Commissioni congiunte di Senato e Camera sulla surreale situazione in Iran e nei misteriosi paesi del Golfo.

Perché mai un ministro della Difesa dovrebbe starsene tranquillamente a prendere il sole a Dubai proprio mentre missili cadevano a pioggia? Ecco la risposta impeccabile di Crosetto: «Perché ero a Dubai? Beh, mi ero gentilmente concesso un periodo di ferie – sì, proprio così – combinandolo con qualche impegno istituzionale», ha dichiarato con la solita modestia del caso al momento della replica all’informativa sull’Iran in Parlamento.

«Ho sbagliato a non portare i miei figli con me?», si è chiesto da solo, probabilmente per poi auto-rispondere: «Dopo averli accompagnati a Mascate sono rientrato in Italia su un volo militare. Portarli con me sarebbe stato – tenetevi forte – istituzionalmente scorretto. Rientreranno poi con le stesse opzioni di tutti gli altri italiani presenti nell’area, perché qui nessuno fa favoritismi.»

E come ciliegina sulla torta, Crosetto ha dovuto giustificarsi anche di fronte alle malelingue che – poverette – gli rimproveravano di sacrificare il ruolo di ministro per le sue vacanze di lusso. La sua risposta? «Se sto in vacanza, non faccio il ministro? Assolutamente no. Faccio il ministro in vacanza, come lo faccio quando volo all’estero. Mi sono collegato ogni giorno con il ministero, ho tutti gli strumenti per farlo in sicurezza. Non ho mai perso di vista un soldato italiano, una base, nulla in Italia.»

In poche parole: il ministro tranquillo che combina ferie, affari e crisi geopolitiche, mentre tutto intorno a lui zigzagano missili imprevedibili, conferma la sua totale padronanza della situazione con quella leggerezza istituzionale che solo chi sa di poter dire “io comando anche da Dubai” può permettersi. Ovviamente nessuno sapeva prima del volo – nemmeno la tanto discussa Unione Europea –, ma questo chiaramente non è colpa di chi, evidentemente, preferisce rispondere all’emergenza con l’ironia del meno peggio.

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