Guido Crosetto ha iniziato la sua clamorosa esposizione parlando di “follia mondiale” che, incredibilmente, fa ancora guerra con l’atomica. Esatto: pensavamo di aver lasciato questo giochetto negli archivi della guerra fredda grazie agli accordi fra Stati Uniti e Russia, ma evidentemente ci sbagliavamo di grosso.
Il ministro della Difesa è arrivato a Montecitorio per un’informativa sulle basi americane presenti in Italia, e con una frase che definire criptica è poco, ha aggiunto che dobbiamo “riprendere in mano quell’agenda”. Tradotto: ricominciamo a parlare di atomiche perché nel frattempo qualcuno si è scordato che la bomba nucleare non è la soluzione ai problemi internazionali. Per fortuna, Crosetto ammette che almeno per questo è preoccupato.
L’assassina continuità delle basi Usa in Italia
Con una retorica degna di un manuale di diplomazia, il ministro ricorda a tutti che l’uso delle basi militari americane nel nostro Paese è stato un esempio di “coerente continuità” per oltre 75 anni. E guarda un po’, nessun governo, nessun colore politico, ha mai pensato di mettere in discussione questi trattati internazionali con gli Stati Uniti. Una stabilità che fa quasi pensare più a un matrimonio forzato che a un’alleanza democratica.
In Aula alla Camera, Crosetto si è sbilanciato un po’ meno sulla politica estera, ma ha fatto capire bene che rispettare questi accordi non significa declinare responsabilità in una guerra voluta da qualcun altro, giustificando così la presenza militare e il relativo utilizzo delle basi americane.
È importante ribadire, ci dice, che “non siamo in guerra con l’Iran né con altri Stati”. La partecipazione del nostro esercito alla NATO, l’integrazione nelle sue strutture e il riconoscimento degli alleati sarebbero quindi delle garanzie di responsabilità e un equilibrio internazionale… come se la presenza delle basi Usa fosse un semplice dettaglio burocratico. Ma tranquilli, tanto la legge e la Costituzione sono rispettate, o almeno così ci viene garantito. Se qualcuno osa pensare il contrario, è “isterico” o “infantile”.
In definitiva, la strada indicata da Guido Crosetto è semplice: avanti con le basi e gli accordi internazionali, no a qualsiasi protesta, possibilmente con un bel sorriso e la mano sul cuore, perché “io rispetto la legge e voi dovete fare lo stesso”. E chi osa sgarrare viene definito come colui che non ha capito niente di diritto internazionale. Perché il diritto internazionale, ovviamente, è come una fiaba che tutti devono amare, soprattutto quando serve a giustificare le scelte politiche degli altri.
Unità nazionale: un’ennesima parola d’ordine
Per concludere il suo discorso, Crosetto ha impartito alla nazione una lezione magistrale di unità, perché in “questo momento difficile” il Paese ha bisogno di ritrovare coesione, almeno nella gestione del “trittico magico” delle basi Usa, della guerra atomica e della pace mondiale (a senso unico, ovviamente).
Perché, ci avvisa con tono preoccupato, la follia globale continua imperterrita. Armi sempre più sofisticate, quella carioca delicatezza nel volere la bomba atomica per risolvere dispute internazionali, e – ciliegina sulla torta – la famigerata voglia di spaccare il mondo da un lato all’altro, per esempio tra Iran e Israele, sembrano ormai le attività quotidiane più gettonate sulla grande scena geopolitica.
Insomma, per riassumere: non solo tutto è nella norma, ma la follia planetaria di oggi è esattamente quella che abbiamo imparato a conoscere grazie all’alleato di sempre. Quindi, tranquilli, continuiamo a far finta di nulla e a celebrare l’unità come fosse una panacea, anche mentre si rincorre la bomba atomica con lo stesso entusiasmo di un gioco per bambini. Che bello, che rassicurante il nostro futuro, vero?



