Croazia fa il miracolo contro Panama e ci regala l’ennesima noia da mondiale

Croazia fa il miracolo contro Panama e ci regala l’ennesima noia da mondiale

Che meraviglia di mondiale: la Croazia, quella nazionale tutta made in Italy a tutti gli effetti, mette ko Panama 1-0. La ciliegina sulla torta? Un certo Luka Modric che, con questa partita, si fregia del record di 200 presenze con la maglia della sua Nazionale. Già, proprio lui, il signore del centrocampo che però, dopo una partenza tremenda con la sconfitta all’esordio, ora si ritrova con il destino nelle sue mani. Vinci contro il Ghana all’ultima e passi il turno. Facile, no? Ops, magari non proprio: pareggiando potrebbe anche bastare, specialmente se qualche altra squadra decide di infilarsi in qualche girone parallelo con combinazioni finali degne di un puzzle di Rubik.

La Croazia e la sua italianissima armata

Ah, la Croazia, quel laboratorio europeo dove il calcio italiano continua a prosperare come una Santa Messa in suffragio del nostro campionato. Otto, dico otto, i giocatori che hanno calcato o calpestato ormai i prati della Serie A recentemente. Che bello vedere come uno di questi, Ante Budimir, ex Crotone e Sampdoria dal 2015 al 2018, si trasformi nel più anziano marcatore croato ai Mondiali a 34 anni suonati. Una sorta di miracolo in salsa italiana.

Ma non finisce qui, emozioniamoci: nella formazione scorrono colossi nerazzurri come Ivan Perisic e Mateo Kovacic. Per non dimenticare il piccolo Petar Sucic, ancora sotto contratto all’Inter, o la brillante stella del Como, Martin Baturina, autentico mattatore della serata. Ovviamente, da par suo, spiccano anche il difensore gigliato Marin Pongracic e il centrocampista atalantino Mario Pasalic. Insomma, la Croazia è una succursale italiana travestita da squadra nazionale.

Due anime differenti, un unico obiettivo

Mentre la Croazia cerca di riprendere fiato e dignità dopo la batosta all’esordio con l’Inghilterra, la squadra guidata da Zlatko Dalic è perfettamente consapevole che la tanto decantata “generazione d’oro” si sta lentamente spegnendo. Dopo aver fatto incetta di secondi e terzi posti nei grandi tornei recenti, è il momento di un ultimo, disperato, tentativo per rifarsi un nome.

Passiamo invece a Panama, che sogna di cogliere la sua prima vittoria storica in un Mondiale. Il primo assaggio contro il Ghana era stato promettente, ma fatalmente privo di esito concreto. La volontà è evidente, ma il talento pare un ingrediente difficile da reperire.

Partita dal sapore di equilibrio e speranze deluse

L’inizio gara? Un autentico preludio al nulla: subito la Croazia prova a fomentare con un colpo di testa di Modric, che però sfiora solo il pallone fuori dai pali. La risposta di Panama arriva tramite ripartenze rapide e qualche punizione conquistata con fatica. Tuttavia, la difesa croata si dimostra ben oliata, quasi come una macchina preparata per reggere l’urto di un assalto che, in fondo, finisce per non concretizzarsi.

Intorno al quarto d’ora la tattica cambia leggermente: gli americani (oops, fosse stato vero!) alzano i giri, con Andrade che mette palloni velenosi al centro, non capitalizzati da un avversario che sembra più impegnato a guardare qualcosa in lontananza. Poi arriva Rodriguez, che con un colpo di testa impegna seriamente il portiere croato Livakovic, ma nulla di più convincente. Nel frattempo, il pallone continua il suo giro tra i piedi croati, gelosamente custodito da un centrocampo formato da autentici ambasciatori dell’italianità calcistica.

Nel recupero arriva la minaccia più concreta: Baturina ci prova dal limite, ma il portiere avversario Mosquera para con facilità degna di un supereroe in vacanza. Insomma, un primo tempo pieno di occasioni mancate e di tatticismi più noiosi della storia del calcio.

Al rientro dagli spogliatoi, la Croazia decide finalmente di metterci un po’ di sostanza e al 54’ uno scambio prelibato e tutto made in Serie A tra Stanisic e l’atalantino Mario Pasalic confeziona un prezioso cross per proprio Budimir, che spinge in rete con un comodo tap-in. 1-0 e applausi. Peccato che tre minuti dopo sia sempre la Croazia a sfiorare il raddoppio, con Marko Pasalic (che a sorpresa gioca per l’Orlando City, uno che evidentemente ama fare il fenomeno lontano dall’Italia) che tenta un pallonetto in contropiede. Ma ecco Mr. Mosquera di nuovo impenetrabile, lì dove serve.

La reazione di Panama non si fa attendere: al 60’ è ancora testa di Harvey dall’area piccola, ma nuovamente Livakovic sbroglia la situazione. Che tenacia quella panamense, che anche dieci minuti più tardi colpisce la rete esterna, giusto per punzecchiare un po’. Alla fine, però, nonostante le incursioni di un pubblico ormai al limite della trasparenza calcistica, la squadra europea gioca da campionessa d’esperienza, chiude bene e porta a casa un risultato tutto sommato meritato.

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