Crans-Montana e la fondazione milionaria: Bertolaso salvatore delle vittime italiane o solo l’ennesimo protagonista in cerca di gloria?

Crans-Montana e la fondazione milionaria: Bertolaso salvatore delle vittime italiane o solo l’ennesimo protagonista in cerca di gloria?

L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha ricevuto la sorprendente nomina di membro del Consiglio della Fondazione Beloved, direttamente a Sion, in Svizzera. Una fondazione dal nome evocativo, sorta di recente a Crans-Montana – una località incastonata fra le Alpi, dove, come sempre accade, tragedie e spettacoli si intrecciano – con l’immancabile benedizione dei vertici del Governo cantonale del Vallese. Nientemeno che i genitori dei giovani italiani feriti e delle vittime hanno designato Bertolaso come portavoce ufficiale in un consesso internazionale, probabilmente perché tutti sappiamo quanto certe “scelte dal basso” siano sempre così limpide e prive di secondi fini.

Come fosse il salvatore delle cause perse, la Fondazione Beloved – presieduta dall’ex presidente della Confederazione Elvetica, la signora Doris Leuthard – si propone, in tutta la sua fulgida magnanimità, di erogare sostegni finanziari rapidi e privi di burocrazia agli aventi diritto: ovvero familiari delle vittime di quel terribile incendio, feriti e chi si è trovato a gestire l’emergenza. Perché quando si tratta di tragedie, il primo pensiero è quello di liberarsi da noiose pratiche amministrative, giusto?

Il budget? Se vi state chiedendo quanti spicci siano stati stanziati per questa missione divina, sappiate che i conti sono già belli che fatti: una ventina di milioni di franchi svizzeri – cifra mica da ridere – offerti dal Governo del Vallese (10 milioni), dal Governo del Vodes (7 milioni), dal comune di Crans-Montana (un milione) e, ovviamente, da una nutrita schiera di donatori privati che non hanno forse altro da fare nella vita se non mettere mani al portafogli per cause così urgenti e trasparenti.

Il Circo del Consiglio di Fondazione

Se pensavate che questo fosse solo un facile passaggio burocratico, invece no: il Consiglio di Fondazione è composto da nove membri scelti a caso, ehm, no, scusate, di spicco nel panorama della medicina, delle emergenze e del diritto. Perché se si tratta di risolvere buchi di incendio con soldi pubblici, meglio mettere un po’ di tutto e un po’ di niente, così nessuno si sente escluso.

In questa poltrona imbottita di potere e responsabilità, oltre a Bertolaso si accomodano esperti vari e rappresentanti designati dalle famiglie delle vittime svizzere e francesi, che hanno l’onere di portar avanti una causa forse più grande di loro (o almeno così dicono).

Guido Bertolaso ha commentato, con tutta la serietà che una simile piazzola riflette:

“Ho partecipato con grande responsabilità alla riunione di Sion. Nel momento in cui il governo svizzero ha deciso di istituire una fondazione di grande rilevanza, con risorse significative per indennizzare le famiglie delle vittime e sostenere i feriti e i loro familiari, oltre a promuovere attività di prevenzione, è stato chiesto a tutti i coinvolti di nominare i propri rappresentanti. I genitori dei ragazzi italiani mi hanno scelto per rappresentarli ed è un incarico che accolgo con emozione, rispetto e vicinanza verso il dolore di chi è stato colpito e verso la memoria di chi non c’è più. Sono profondamente onorato della fiducia che mi è stata accordata.”

Insomma, un vero eroe—o quantomeno un uomo con un buon knack per farsi notare nei momenti giusti. Mentre le famiglie si disperano e le fiamme si spengono, qualcuno trova ancora il tempo e l’opportunità di annettersi posizioni da protagonista in una fondazione finanziata da milioni di franchi, sempre nell’arco sacro del “noi facciamo qualcosa”, anche se il pubblico spesso non sa bene cosa.

Chissà se il prossimo passo sarà una tournée internazionale a spese del contribuente per promuovere l’“esperienza” acquisita: perché, come ben sappiamo, nulla batte l’essere al centro dei riflettori in una catastrofe altrui. Ma sbagliare significa pure fare carriera, giusto?

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