Quando la realtà si diverte a superare la peggiore delle fantasie, succede che stanotte il Memoriale delle vittime di Crans-Montana decida autonomamente di prendere fuoco. Sì, proprio quella tensostruttura costruita con tanta “cura” per raccogliere ricordi, messaggi di cordoglio e, ovviamente, per non deludere gli appassionati di tragedie patinate. Questa raffinata opera dedicata alle 41 vittime e 120 feriti dell’incendio di Capodanno al Constellation ha deciso di auto-incenerirsi poco prima dell’alba, intorno alle 6.
Come al solito, sul posto sono arrivati i valorosi Sapeurs-pompiers locali, che hanno spento in fretta quel grill improvvisato. La polizia, da brava custode del mistero, ha subito delimitato l’area e chiamato la Scientifica—il santuario degli indizi non chiariti. Le cause? Silenzio assoluto, ovviamente. Potrebbe essere stata una candela accesa tra i tanti lumini, o un ignoto artista del fuoco con velleità dolose. In ogni caso, uno spettacolo degno di sospetti, teatrini e tutta la narrativa da amanti del giallo.
Un memoriale nomade e un’installazione alla “sicurezza”
Questa piccola opera d’arte commemorativa, oggi spostata di qualche centinaio di metri dal tristemente celebre Constellation, si trova ora di fronte alla chiesa di Saint-Christophe. Una scelta che fa tanto “strategia di marketing del lutto”: il Memoriale, nato a mo’ di invasione di mazzi di fiori e messaggi subito dopo la tragedia, è stato inizialmente allestito là dove tutto è successo, per poi essere gentilmente confinato in un angolo più defilato. Forse per non infastidire il turismo delle piste da sci o, chissà, per evitare che il dolore di alcuni disturbasse la quiete di altri.
Ma non temete, perché la sicurezza è stata presa con la massima “serietà”: lungo i due lati dell’ingresso del Memoriale sono stati piazzati due estintori, come fossero pepite di tecnocrazia. Un tocco di modernità e un invito implicito a non lasciarsi prendere troppo dal sentimentalismo, perché, al primo cenno di fiamma – o di lacrime – ecco spuntare i nostri eroi rossi. Ovviamente, un dettaglio che non risparmia un amaro sorriso considerando che pochi giorni fa si è scoperto che il responsabile della sicurezza del Comune non possedeva nemmeno il brevetto antincendio. Una vera sicurezza da manuale, anzi da barzelletta disastrosa.



