Cosa cambia davvero per concorrenza e investimenti: preparatevi a restare delusi

Cosa cambia davvero per concorrenza e investimenti: preparatevi a restare delusi

Il brillante parere dell’AGCM pubblicato il 12 gennaio 2026 si fa portavoce di un’illuminata visione: consolidare FiberCop come un operatore esclusivamente “wholesale”, rigorosamente separato dal retail. Perché lasciare le cose nebulose quando si può semplicemente dividerle nettamente, no?

Questa mossa geniale promette di alleggerire gli inutili “rimedi difensivi” – quegli ostacoli burocratici che tanto disturbano la danza degli affari – e, con un colpo di bacchetta magica, spostare l’intera competizione verso servizi sempre più innovativi. Finalmente, si potrà gareggiare su qualcosa di utile, tipo qualità, innovazione e non sulla solita guerra di prezzi o barriere nascoste.

Naturalmente, è tutto molto più complicato di così, ma la ricetta prescrive KPI da far impallidire Excel, una trasparenza operativa degna di un libro aperto all’alba e una vigilanza serrata per evitare qualsiasi forma di discriminazione. Perché come ben sappiamo, senza un controllo maniacale, che divertimento c’è?

E così si delinea un quadro da manuale, dove gli azionisti di FiberCop possono dormire sonni tranquilli, sapendo che il mercato sarà regolato, anzi “sorvegliato”, da fari puntati su ogni minima disfunzione o tentativo di gioco sporco. Un’utopia in salsa regolatoria che promette di farci divertire per anni a venire.

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