Coppia americana si trasferisce in Italia e sopravvive con la miseria di 1.246 dollari al mese, ma davvero nessuno aveva più niente da fare?

Coppia americana si trasferisce in Italia e sopravvive con la miseria di 1.246 dollari al mese, ma davvero nessuno aveva più niente da fare?

Nel 2020, mentre si trovavano in vacanza in Repubblica Ceca con il nonno di lei, Cassandra Tresl, 33 anni, e suo marito Alex Ninman, 34 anni, scoprirono con gioia di aspettare il loro primo figlio. Dopo la nascita della piccola, si promisero di fare il grande salto e tornare negli Stati Uniti. Peccato che il sogno di una vita si scontrò immediatamente con la dura realtà dei prezzi esorbitanti per comprare una casa e permettersi un asilo nido – casualmente, proprio mentre il costo della vita lì sembra volare senza freni. Così, con la saggezza di chi abbraccia la disperazione, decisero di puntare su Italia, dove Cassandra aveva letto delle famigerate vendite di case a un euro sparpagliate qua e là per il paese.

Cassandra Tresl confessa candidamente: “Pensavo davvero che se avessi avuto un bambino, saremmo tornati negli Stati Uniti. Poi però mi sono resa conto di quanto sarebbe stato più costoso, se avessimo fatto quel passo.” E così hanno preferito l’Europa del belpaese, più romantica e, soprattutto, più economica.

Prima di trasferirsi in Repubblica Ceca, i due vivevano nella scintillante New York City. Lei lavorava in un’azienda tecnologica e lui faceva il macellaio da Whole Foods, una mansione da sognatori di professione. Nonostante il sogno di vivere nella Grande Mela, a Cassandra il caos cittadino ha dato solo una certezza: la carriera non è più la sua musa ispiratrice.

È stato grazie ai racconti virali sulle case a un euro in Italia che il suo sguardo si è illuminato. “Se fossimo rimasti a New York, avrei dovuto continuare a scalare i gradini della carriera,” racconta. “Eppure, sebbene mi piacesse il mio lavoro, non era certo l’argomento principale dei miei pensieri liberi. La scena della networking fanatic di una tech company? Non esattamente il mio club di riferimento.”

Sospirando davanti allo specchio delle priorità, Cassandra ha iniziato a dubitare di tutto ciò che sembrava importante agli altri. E come ogni epifania che si rispetti, l’ha portata a chiedere di lavorare da remoto, liberandoli così dalla gabbia dorata del lavoro in ufficio.

Ma non è un caso isolato: quasi uno americano su cinque sogna di lasciare gli Stati Uniti per non tornarci mai più, lo dice il sondaggio Gallup del 2025. E per rendere il quadro ancora più allettante, vivere in Italia costa mediamente il 9,5% in meno rispetto agli USA, secondo i dati di Numbeo.

Il Miracolo delle Case a Un Euro: Un’Oasi di Opportunità… o quasi

Negli anni ‘10, alcune cittadine italiane hanno deciso di buttare sul mercato abitazioni in condizioni decisamente precarie, proponendole con l’allettante prezzo di un euro (all’epoca circa $1,05). Lo scopo? Invitare investitori stranieri a comprare, ristrutturare e, nella migliore delle ipotesi, rivitalizzare borghi semideserti.

Decine di paesi hanno annunciato queste super offerte; e, incredibilmente, centinaia di case sono state vendute, come riferito da testate internazionali. Questi racconti hanno acceso la curiosità – e qualche speranzosa illusione – anche di Cassandra Tresl, che ha cominciato a cercare la sua futura casa in Italia.

Il primo passo, serio e ben ponderato, è stato scoprire quanto realmente costava acquistare una di queste case a un euro. Perché, spoiler: il prezzo di vendita è solo la punta dell’iceberg. Oltre al costo iniziale, gli acquirenti si trovano con spese extra per lavori di ristrutturazione, spesso necessarie per edifici che da anni sembrano usciti da un romanzo gotico.

Cassandra Tresl e suo marito hanno deciso di stabilirsi in Europa dopo la nascita della figlia, e nell’ottobre del 2021 hanno iniziato a perlustrarla casa per casa, da Abruzzo a Toscana.

“Sono una persona da foglio di calcolo,” spiega lei con la precisione di un revisore fiscale. “Avevo elencato pro e contro di tutte le case viste, e alla fine l’Abruzzo è risultato il miglior affare.”

Considerando il budget basso e la consapevolezza che ristrutturare avrebbe alleggerito ulteriormente il portafoglio, la coppia ha optato per una casa di due piani con due camere da letto e una bella terrazza vista panoramica, poco meno di 100 metri quadrati.

Hanno chiuso l’acquisto nel febbraio 2022 con un pagamento cash di 11.500 euro, circa 13.150 dollari dell’epoca, come certificato da documenti poi visionati. A luglio 2022 si sono trasferiti e hanno terminato i lavori principali in autunno, investendo altri 18.000 dollari di manodopera e materiali. Tanto per chiarire: la casa a un euro è solo un’illusione da spot pubblicitario.

Ah, e per la signora Tresl la vista era essenziale, perché prendersi una casa al prezzo di un caffè senza poter gongolare su un bel panorama avrebbe davvero rovinato il tutto.

Il prezzo di acquisto così esiguo ha permesso alla coppia di comprare senza mutuo, un dettaglio che allevia non poco il carico mentale in un mondo dove il “prestito a vita” sembra l’unico certificato di esistenza dignitosa.

Immaginate il sogno americano che implode e al suo posto spunta il sogno italiano: una coppia decide di abbandonare il frenetico e caro stile di vita a New York per stabilirsi nella bucolica campagna toscana. Perché? Beh, per la libertà finanziaria, ovviamente. Certo, perché chi non vorrebbe scappare dal caos urbano e da un lavoro tecnologico poco appassionante per gestire una casa in affitto su Airbnb e fare il responsabile operativo per un altro blogger di viaggi?

Cassandra Tresl racconta con una nonchalance ammirabile come l’assenza di un mutuo abbia alleviato non poco lo stress di “molti settori” della sua esistenza. Semplice: se il reddito si fa tirchio, almeno hanno un tetto sicuro senza dover pagare una banca. Ah, la saggezza di convertire la prigione finanziaria in un giardino privato in Toscana!

Uscire da una carriera tecnologica, quella sì che è un atto di coraggio! Ora la glamour Tresl spende le giornate creando contenuti per il suo blog e una newsletter decisamente trendy, mentre il marito, ex macellaio (sì, avete letto bene), si è reinventato come manager delle operazioni per l’Airbnb della coppia. Sfidano le regole economiche locali spendendo meno, perché “rispettare le abitudini economiche circostanti” è praticamente il loro mantra morale. In pratica, non vogliono depauperare l’economia locale gonfiando i prezzi con il loro portafoglio straniero. Che nobiltà!

La sistemazione italiana da 27.000 euro

Non si sono accontentati di una casetta sola: nel 2024 la coppia acquista una seconda proprietà, una villetta rustica con due camere da letto e un bagno in un tranquillo angolo della campagna, pagata la bellezza di 17.000 euro. Dopo averle infilato altri 10.000 euro nei lavori, si ritrovano con un ritiro di charme che affittano su Airbnb a prezzi mozzafiato, intorno agli 85 euro a notte. Roba da fare rosicare qualsiasi city manager milanese.

I conti sono semplici e accattivanti: vivono con poco più di 1.200 euro al mese, spalmati tra spese alimentari, utenze, palestra – perché il fitness è obbligatorio anche in campagna –, scuola della figlia e ovviamente l’internet, imprescindibile per la moderna vita da influencer rurale. In inverno, possono aggiungere fino a 200 euro mensili per il riscaldamento, che non è proprio la caverna di Babbo Natale.

Annualmente poi, con generosità calcolata, versano tasse sui rifiuti e imposte sulla proprietà, che però, nulla a che vedere con gli strozzini urbani. Insomma: vivere come un signore, ma con il portafoglio che canta aria di festa senza far vacillare il bilancio del casolare.

Reddito da affitti e vita slow

La locazione frutta una rendita annua compresa tra 8.000 e 10.000 euro, tanto più alta quanto più i fortunati ospiti si fermano per settimane intere. Coppie o famiglie remote, armate di laptop e giacca casual, che migrano temporaneamente dalla città alla quiete toscana. Il che significa che la gestione è tutta fatta in casa, comprese pulizie e manutenzione, e le spese mensili si limitano a qualche bolletta e il riscaldamento. Immaginate la soddisfazione di fare un po’ i padroni di casa in un angolo di paradiso senza affanni.

Invece della frenetica metropoli, la loro routine ora prevede accompagnare la piccola a scuola a piedi, lavorare smart da casa, un salto in palestra e qualche lezione di tiro con l’arco – perché non si sa mai quando potrebbe servire. I week end, invece, sono dedicati all’esplorazione delle città toscane, quell’urban hiking che suona tanto chic quanto pacifico.

Cassandra riflette con una saggezza tutta italiana: nel Bel Paese il lavoro non è il centro dell’universo – una novità rivoluzionaria per chi viene dagli States. Prendersi il lusso di rallentare sembra quasi uno sport nazionale, e lei, da cittadina del mondo, sta ancora imparando questa lezione di vita che, pare, al di fuori del capitalismo turbo-grind, può esistere.

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