Tutto è cominciato innocuamente nel tranquillo paese di Gorle. Una pattuglia di carabinieri, impegnata nel solito noioso servizio di controllo del territorio, ha fermato una Volkswagen Taigo con a bordo due personaggi a dir poco sospetti. Ma appena hanno visto la paletta, hanno immediatamente deciso che l’attesa e la calma non facevano per loro: il passeggero è balzato fuori dall’auto e ha pensato bene di scappare a piedi nei campi, dileguandosi come un ninja moderno e perdendo del tutto le proprie tracce. Il conducente, da vero campione della fuga, ha invece schiacciato l’acceleratore e ha dato inizio a un inseguimento da film.
Neanche a dirlo, i carabinieri hanno registrato ogni periplo di questa folle corsa. Un breve video testimonia la scena surreale: un uomo che sembra evidentemente in missione per conto di nessuno, lanciato a tutta birra senza preoccuparsi minimamente della sicurezza stradale o delle vite altrui.
Un inseguimento da antologia dell’assurdo: 140 km/h nei centri abitati
Immaginate il migliore stuntman di Hollywood che si perde nei sobborghi della provincia bergamasca: tra strade strette, semafori rossi ignorati sistematicamente e sorpassi più azzardati di una scommessa al casinò, il nostro eroe della fuga ha sfidato ogni legge della fisica e del codice della strada, raggiungendo punte di velocità da brivido, fino a quel glorioso limite di 140 km/h.
Non contento di rendere movimentati i tranquilli incroci di Ranica, Villa di Serio e Alzano Lombardo, il guidatore ha deciso di imboccare senza alcuna attenzione anche stradelle sterrate, come se fosse in cerca di un fuoristrada. Nel frattempo i carabinieri lo inseguivano instancabilmente, tracciando ogni sua mossa nel disperato tentativo di fermare quello che sembrava un kamikaze urbano.
Lo schianto epico ad Albino e il gran finale
A questo punto, sarebbe stato difficile non fare una figuraccia. E infatti il destino ha deciso di mettere la parola fine a questa tragicommedia nella zona di Albino. Complice l’alta velocità e la probabilissima incapacità di prendere una curva, il nostro velocista ha perso il controllo della Volkswagen che si è rovesciata su se stessa nel più classico dei fuori programma da film d’azione.
Nonostante la spettacolare capriola dell’auto, il quarantenne è uscito quasi intatto dall’abitacolo, come se fosse uscito da una sauna. Ma la storia non si è fermata qui: invece di arrendersi, ha tentato un’ultima, disperata fuga a piedi, lanciandosi tra i cespugli e le stradine. Peccato che i nostri fedeli carabinieri, più allenati di un gruppo di ninja, lo abbiano raggiunto e bloccato in men che non si dica. Si è quindi scatenato il teatrino finale: calci, spinte e proteste, ma tutto inutile.
Il processo lampo e la notissima strada dell’espulsione
L’uomo è stato immediatamente sottoposto a processo per direttissima, perché in Italia l’efficienza non manca quando si tratta di casi spettacolari come questo. Naturalmente, data la gravità della resistenza e della fuga da paura, gli è stato imposto l’obbligo di presentarsi regolarmente alla polizia giudiziaria, così da non farlo sentire troppo trascurato.
Inutile dire che le autorità hanno ritenuto opportuno concedergli il famoso “nulla osta” per l’espulsione dal territorio nazionale, quella gentile maniera istituzionale per dire “per favore, ma anche no, resta a casa tua”. Così, la vicenda si chiude con un classico epilogo all’italiana: proporzioni da thriller, inseguimenti da Fast & Furious e un finale annunciato che non sorprende certo nessuno, ma che offre uno spettacolo degno di nota.



