Consigli dell’ultima ora per le tasse perché aspettare il panico è troppo mainstream

Consigli dell’ultima ora per le tasse perché aspettare il panico è troppo mainstream

Finora, nella stagione fiscale, l’IRS ha ricevuto oltre 100 milioni di dichiarazioni dei redditi per il 2022. Immaginate: decine di milioni di famiglie ancora in ritardo con la consegna. Se siete tra quei ritardatari, ecco qualche consiglio di ultima ora per affrontare l’inevitabile scadenza di martedì 18 aprile.

Naturalmente, non tutti devono consegnare entro il 18 aprile: se vivete in una zona dichiarata disastro federale, gestite un’attività lì o siete fortunati possessori di documenti fiscali conservati in quella zona, l’IRS ha probabilmente già concesso proroghe per la presentazione e il pagamento. Se proprio vi interessa, potete andare a cercarvi le date specifiche di estensione per ogni area colpita.

Grazie alle infinite ondate di condizioni climatiche estreme, per esempio, i contribuenti di gran parte della California — che da sola rappresenta il 10-15% di tutti i dichiaranti federali — si sono già beccati una proroga fino al 16 ottobre per presentare la loro tesina (ehm, dichiarazione) e pagare i tributi dovuti, parola di portavoce IRS.

Se invece siete membri delle Forze Armate e siete attualmente o siete stati recentemente schierati in una zona di guerra, congratulazioni per il prolungamento automatico di 180 giorni per la scadenza delle vostre pratiche fiscali 2022. Ovviamente, il giorno esatto del vostro “congedo” dalla zona di combattimento fa variazione sul tema. Se vi dilettate con i dettagli, c’è anche una pubblicazione dell’IRS dedicata a spiegarvi tutto.

Infine, se il vostro reddito lo scorso anno è stato quasi inesistente (di solito meno di 12.950 dollari per chi dichiara da solo e 25.900 per le coppie sposate), potete tirare un sospiro di sollievo: probabilmente non siete obbligati a presentare la dichiarazione. Però, se avete in mente di incassare un rimborso grazie a crediti d’imposta rimborsabili, come l’inarrivabile Earned Income Tax Credit, conviene comunque fare la fatica. Fatevi un giro con lo strumento IRS che stima se siete obbligati a dichiarare. Nel frattempo, avete anche la magnanima possibilità di usufruire del servizio Free File dell’IRS, pensato per gli “adjusted gross income” sotto i 73.000 dollari, così la spedizione della vostra dichiarazione non vi costerà neppure un centesimo.

E attenzione: il vostro stipendio non è l’unica fonte di reddito degna di nota, per quanto vi piaccia credere il contrario. Anche se avete fatto solo un lavoro a tempo pieno, non siate così ingenui da pensare che sia tutto ciò che dovete dichiarare.

Ecco alcune delle “delizie” fiscali che potrebbero esservi sfuggite e invece vanno dichiarate:

– Interessi sui vostri risparmi

– Redditi da investimenti, tipo dividendi o plusvalenze

– Compensi da lavori part-time, stagionali o “lavoretti” laterali (side hustle, per i più hipster)

– Sussidi di disoccupazione, perché a quanto pare anche quelli son soldi

– Pensioni o distribuzioni da conti pensionistici

– Mance, se siete particolarmente fortunati o generosi

– Vinci alle scommesse (sì, pure quelle)

– Reddito da immobili in affitto, così potete sentire ancora l’odore delle bollette e delle riparazioni

Per quanto riguarda la documentazione, ormai dovreste aver ricevuto ogni benedetto modulo fiscale che terze parti sono costrette ad inviarvi: dal vostro datore di lavoro, dalla banca, dai broker e compagnia cantante.

Se non vi ricordate di aver ricevuto la copia cartacea di qualche documento fiscale via posta tradizionale, correte a controllare la vostra email o gli account online: ormai i documenti vi vengono spediti anche digitalmente, perché fare le cose semplici sarebbe troppo banale.

Tra i moduli più comuni che potreste aver ricevuto ci sono:

– Il famigerato W-2 dai vostri lavori da salariati

– Il 1099-B, per registrare le gioiose plusvalenze e meno gioiose minusvalenze sui vostri investimenti

– Il 1099-DIV inviato da broker o dalle società in cui possedete azioni, per tutte quelle spettacolari distribuizioni di dividendi o altri incassi

– Il 1099-INT, per gli interessi sopra i 10 dollari maturati sui vostri risparmi in istituti finanziari, perché ogni singolo centesimo conta

Ah, la gioia di compilare il modulo 1099! Se hai lavorato come collaboratore autonomo, aspettati di ricevere il glorioso 1099-NEC. E se ti sei divertito a vendere qualche giochino su Venmo, CashApp o Etsy, preparati anche al form 1099-K. Ovviamente, solo se hai incassato più di 20.000 dollari in oltre 200 transazioni durante l’anno. Dal prossimo anno, però, la soglia si abbassa a 600 dollari: una vera festa per la privacy!

Non ti è arrivato il 1099-K? Niente paura, devi comunque segnalare tutti i tuoi guadagni dai suddetti portali. Pare che il governo apprezzi molto la tua sincerità, anche quando non ti manda un modulo ufficiale.

E per i fortunati riceventi di pensioni e simili? Attenzione all’intramontabile 1099-R, che segnala ogni distribuzione superiore a 10 dollari proveniente da pensioni, rendite, conti di risparmio per la pensione, piani di partecipazione agli utili o contratti assicurativi. Non stiamo parlando di piccole cifre, eh.

Se invece siete tra i privilegiati che intascano benefici dalla Social Security, aspettatevi il form misterioso chiamato SSA-1099 o pure il SSA-1042S, giusto per rendere tutto più burocratico e confusionario.

Un avvertimento da parte del CPA Society dell’Illinois — roba che fa proprio piacere: non aspettatevi nessun modulo per certi redditi tassabili, tipo quelli provenienti dall’affitto della vostra casetta per le vacanze. Siete voi stessi a doverli dichiarare. Già, perché chi ha voglia di facilitare la vita alle persone?

Ultima chiamata per risparmiare qualche dollaro sulle tasse

Se vi siete dimenticati di fare un contributo deducibile all’IRA per il 2022, niente panico: avete tempo fino al 18 aprile per versare fino a 6.000 dollari (7.000 se avete superato i 50 anni). Miracolosamente, questo non solo riduce la tassa da pagare, ma vi fa pure risparmiare per la pensione. Come dire, un doppio miracolo fiscale.

Controllate due volte la vostra dichiarazione, se amate aspettare

Non dimenticate di rileggere la vostra dichiarazione prima di inviarla. Che usiate software appositi o un professionista che dovrebbe saper fare il suo mestiere, la parola d’ordine è “attenzione”. Anche piccoli errori come un nome sbagliato, una data di nascita fantasiosa, un numero di previdenza sociale inesistente o un codice di deposito diretto sbagliato possono rallentare tutto lo show.

Da evitare assolutamente anche lo sbaglio da principianti di selezionare lo stato civile errato (tipo sposati quando invece siete single) o dimenticare di compilare qualche campo obbligatorio. Le vostre tasse scalpitano, e amici miei, non hanno pazienza.

E se non arrivate in tempo, nessun dramma… quasi

Se proprio non volete perdere la scommessa e non riuscite a inviare la dichiarazione entro il 18 aprile, potete sempre compilare il modulo 4868, sia in digitale sia in versione cartacea. Così vi guadagnate una proroga di sei mesi per consegnare il tutto. Però, calma: questa non è una proroga per pagare.

Perché, cari amici, il piacere dell’interesse al 7% annuo e la penale che vi verrà applicata si abbattono senza pietà su qualsiasi somma dovuta per il 2022 e non pagata entro la fatidica data. Nessun sconto per chi procrastina: il governo tiene duro come un orologio svizzero, solo che qui il tempo è denaro… soprattutto quando si tratta di pagar tasse.

Quindi, se sospettate di avere ancora qualche debito con il fisco — magari per redditi extra dove non sono state trattenute tasse o per quell’ottimo guadagno da capitale accumulato lo scorso anno — fatevi due conti e mandate i soldi all’erario prima di martedì. Non vorrete mica farvi prendere dal panico a luglio con sanzioni che si accumulano come maltempo d’autunno?

Potete scegliere la via epistolare, mandando l’assegno a corredo del modulo di proroga e sperando che la posta non faccia scherzi. Ovviamente l’annullo postale deve essere datato non oltre il 18 aprile, perché in questa storia il tempismo è tutto.

Oppure, per quelli che amano la tecnologia, c’è la soluzione elettrizzante di pagare online con pochi clic su IRS.gov. In tal caso, niente modulo 4868 da compilare: il sistema registra automaticamente la vostra richiesta di estensione. Tecnicamente più comodo, ma psicologicamente ugualmente doloroso.

Se decidete di pagare direttamente dal conto bancario (operazione gratis), scegliete “extension” e poi “tax year 2022”. Se, invece, preferite la carta di credito o debito, attenzione: vi beccate una bella tassa di commissione e rischiate di finire nel vortice degli interessi, se non pagate il saldo del vostro conto ogni mese in modo impeccabile. Un modo perfetto per trasformare IOU in un gigantesco “buco nero” finanziario.

Non scordate infine che, oltre alle imposte federali, dovete fare i conti con quelle statali. Anche lì, attenzione: probabilmente dovrete richiedere la proroga e versare eventuali somme dovute al dipartimento di entrate del vostro stato. Perché, come si suol dire, la legge è uguale per tutti… e le tasse pure.

Un aiuto virtuale per l’incubo fiscale

Per chi desidera qualche parolina di conforto virtuale, esiste un “assistente fiscale interattivo” fornito dall’IRS. Vi guida tra più di 50 domande basilari su reddito, detrazioni, crediti e altre chicche burocratiche. Perché nulla dice “divertimento” come un bel quiz sulla fiscalità, giusto?

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!