Comune si inventa 34 nuove poltrone per psicologi ed educatori, chi paga il conto?

Comune si inventa 34 nuove poltrone per psicologi ed educatori, chi paga il conto?
Milano ha deciso di fare un piccolo, modesto sforzo per migliorare i suoi servizi sociali, perché si sa, non basta lamentarsi: servono anche azioni concrete (almeno sulla carta). Con un balzo a capofitto nella spesa pubblica, la giunta ha staccato un assegno da 4,4 milioni di euro, reperiti attraverso il mitico “programma nazionale inclusione e lotta alla povertà 2021-2027”. Tre anni di contratto a tempo determinato per ben 34 nuovi assunti, mica pizza e fichi.

Questi nuovi eroi del welfare non saranno solo fantasmi in ufficio: stiamo parlando di 25 psicologi pronti a diagnosticare (ci si augura) ogni tipo di disagio, 7 educatori socio-pedagogici per fare da ponte tra scuola e realtà disastrata, e perfino 2 funzionari contabili. Sì, avete letto bene, non si fa nemmeno uno sconto alla burocrazia: qualcuno dovrà pur gestire i conti di questo variegato carrozzone sociale. I nuovi arrivati saranno disseminati tra attività “specialistiche” (chiamiamole così) come lo spazio neutro – che suona come il luogo dove si portano i casini più complicati –, l’équipe che si occupa di indagini sociali per il tribunale e i servizi territoriali più o meno di primo e secondo livello per i casi “complessi”. Insomma, un esercito in miniatura.

Come si reclutano i soldati del welfare

Tutto questo fiorire di professionalità nasce da un minuzioso percorso burocratico iniziato a fine 2024, quando il Comune ha deciso di partecipare a una manifestazione di interesse promossa dal mitico ministero del lavoro. Tranquilli, niente assunzioni in nero o raccomandazioni da strapazzo: tutto avverrà su carta, pescando candidati da una graduatoria regionale definita da un concorso pubblico, perché l’innovazione passa anche da qui (almeno nei protocolli). Che meraviglia vedere la meritocrazia in azione!

Lamberto Bertolé, l’assessore al Welfare e alla Salute, non ha resistito a farsi scappare una dichiarazione dal sapore quasi epico:

“Siamo contenti che sia stato finalmente riconosciuto lo sforzo quotidiano per garantire risposte a bisogni sociali complessi. Questo lavoro merita di essere potenziato e diffuso, dotandolo di professionalità specifiche. Speriamo vivamente che questi finanziamenti vengano confermati, perché è indispensabile che queste figure restino saldamente ancorate nelle nostre équipe.”

In altre parole, dopo tutto questo tremendo sforzo finanziario e organizzativo, la grande scommessa è che il prossimo governo o qualsiasi burattinaio dietro le quinte non decida di tagliare i fondi, altrimenti torneremo alle vecchie gloriose abitudini del nulla fatto e tante, troppe chiacchiere.

Certamente un passo avanti nella lotta contro la povertà e il disagio sociale a Milano, dove sostenere i più fragili continua a essere un’impresa titanica, tra promesse, concorsi e stanziamenti che speriamo non si volatilizzino come fantasma nella nebbia meneghina.

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