Trent’anni di gloria e saggezza imprenditoriale, raccontati a Roma con un evento che, ovviamente, ha trasformato la città eterna in un palcoscenico per l’elogio senza fine di Unindustria Perform. Questa società di consulenza e formazione ha deciso di festeggiare le sue tre decadi di attività con un raduno che, a quanto pare, ha superato ogni aspettativa, tanto da far dimenticare per un attimo tutte le crisi e le difficoltà del mondo reale.
La giornata si è trasformata in un summit griffato “sanniti” dell’innovazione e della crescita, parole tanto di moda quanto astratte, che sono state ripetute più volte come un mantra sacro per convincere i presenti che tutto procede senza intoppi nel brillante universo delle imprese italiane. Che siano poi proprio quelle imprese a lamentare ogni giorno problemi e ostacoli non è mai stato così importante da guastare la festa.
Ovviamente, non poteva mancare l’immancabile momento di confronto sulle “competenze” e sul loro sviluppo, come se negli ultimi trent’anni non si fosse mai sentito parlare di formazione o non si fosse mai cercato di migliorare il capitale umano. Ma, si sa, ripetere le stesse cose in ambienti eleganti con un caffè in mano è spesso più efficace che cambiare davvero qualcosa.
Un raduno tra applausi e promesse di futuro
Sul palco dell’evento si sono susseguiti relatori e testimonial pronti a decantare meriti e successi di Unindustria Perform, con tutta la solita retorica che fa tanto “lavoro fatto, futuro assicurato”. Ogni parola sembra studiata ad arte per esaltare un’organizzazione che — misteriosamente — non sembra mai inciampare nelle difficoltà reali delle imprese italiane di oggi.
Naturalmente, quando si parla di “innovazione”, il termine diventa purtroppo vago, nebuloso, un modo elegante per non affrontare né problemi né scelte difficili. Si evoca un futuro radioso come se si potesse davvero costruirlo con qualche slide e molti applausi, ignorando le contraddizioni di un sistema economico che spesso soffoca chi si illude di innovare davvero.
Competenze, formazione e il solito teatrino
Non poteva mancare il tocco sacro della formazione, quel santuario dove si cerca di convincere tutti che la soluzione ai problemi aziendali dipenda esclusivamente da un percorso di crescita personale e professionale, magari confezionato da chi ha buon interesse a venderlo. Una ricetta che suona fin troppo nota e che, al di là delle belle parole, spesso lascia intatti i veri nodi delle imprese.
È curioso come celebrità, esperti e dirigenti si alternino per ricordare quanto sia cruciale aggiornarsi, mentre il mondo esterno vede aziende in affanno tra burocrazia, costi energetici e incomprensibili regole del gioco. Ma nel magico regno di Unindustria Perform sembra che basti una buona formazione per risolvere tutto, quasi come una pozione magica da cui risuscitare miracolosamente la produttività.
Ecco dunque il quadro: tre decenni di festeggiamenti e chiacchiere amabili, con tanti sorrisi e nessuna ammissione seria delle criticità, ripetendo sempre lo stesso mantra di “crescita”, “innovazione” e “competenze”. Un cocktail perfetto per chi desidera sentirsi bene senza doversi sporcare le mani con i problemi reali del tessuto produttivo italiano.



