La straordinaria serie positiva del Como in Serie A si ferma bruscamente dopo cinque vittorie di fila, con una deprimente prestazione a Udine. La squadra guidata da Fabregas riesce a portare a casa solo un punto da una partita più piatta di una giornata di pioggia, finita a reti inviolate e senza la minima emozione degna di nota, tranne un piccolo brivido sul finale. I lariani, dopo questa pausa pasquale, rischiano di pagare caro il loro blackout, mentre l’Udinese può sorridere di un pareggio che mantiene saldo il loro percorso verso quota 50 punti, cercando di infilarsi nelle zone più tranquille della classifica. Questo punticino permette inoltre alla Juventus di sognare: con una vittoria nel match casalingo contro il Genoa prevista per le 18, potrebbe avvicinarsi pericolosamente a soli due passi dai lombardi.
Le scelte tattiche e un match parecchio bloccato
Runjaic opta per Zaniolo come falso nueve per sopperire alla squalifica di Davis. Ai suoi fianchi, i soliti Atta ed Ekkelenkamp. Dall’altra parte, Fabregas si affida a un centrocampo formato da Diao, Caqueret e Paz, con il bomber Douvikas a caccia di gol. Dopo un quarto d’ora di attendismo e qualche tiro innocuo, come una staffilata – evidentemente sospetta di fuorigioco – di Atta, è il Como a rendersi pericoloso con un cross tagliente da sinistra di Da Cunha, su cui però Okoye compie un miracolo volando per deviare in angolo. Al 29’, però, è l’Udinese a sfiorare il vantaggio: Ehizibue lascia partire un diagonale velenoso e si scatena una bolgia difensiva risolta da Diego Carlos a un metro dalla porta, spegnendo sul nascere la conclusione di Karlstrom. Nel finale di primo tempo, da non perdere la perla di Kamara che, in netto fuorigioco, prova a superare il portierone Butez, salvato solo da un angolo all’ultimo respiro.
Rincorse, cambi a sproposito e occasioni sprecate
La ripresa non inizia proprio con fuochi d’artificio. Al 9’, un rimpallo fortuito gioca un brutto scherzo a Douvikas, ma Okoye è reattivissimo e blocca il diagonale. L’imbarazzante spettacolo si colora di qualche cambio: Fabregas tenta invano di dare una scossa inserendo Vojvoda, Baturina e Sergi Roberto, spostando Diao al centro dell’attacco con l’applauditissimo Nico Paz a supporto. Runjaic replica con un triplo cambio suo, sostituendo progressivamente l’inefficace Ekkelenkamp e un Kamara ormai spento. Al 29’, il colpo di testa di Sergi Roberto sfiora il gol, terminando alto di poco. Nel gran finale, il Como si aggrappa a tutto: entra pure Morata a segnare la differenza, anche se il gioco rimane piatto. Al 37’, merita applausi la prodezza difensiva di Kempt che si immola su Zaniolo, l’uomo pronto a far esplodere la partita. Al 42’, Vojvoda spreca la chance più nitida, dopo un lancio di 60 metri di Butez che avrebbe dovuto chiudere i conti. Il suo pallonetto, però, termina tristemente fuori, confermando la mediocrità di un match che il tepore primaverile ha deciso silenziosamente di spegnere, lasciando le squadre a un tiepido pareggio. Il Como ora deve guardarsi le spalle: non solo dalla Juventus, che insegue come un falco affamato, ma anche dalla Roma e dall’Atalanta, pronte a sfruttare ogni minimo passo falso.



