Collegno si tinge di thriller per qualche metro di cantiere, sindaco Cavallone sotto il fuoco delle minacce di morte

Collegno si tinge di thriller per qualche metro di cantiere, sindaco Cavallone sotto il fuoco delle minacce di morte

Non c’è bisogno di firme quando si vuol fare i duri, evidentemente. Una lettera indirizzata al sindaco di Collegno, Matteo Cavallone, arriva senza mittente, solo con un’infinità di insulti e minacce. Pare che la colpa sia di un “gruppo di persone” che abita nei dintorni del cantiere della metropolitana. Come osi far loro perdere il sonno con quei fastidiosi rumori notturni! La lettera, consegnata per posta ordinaria, è finita all’ufficio protocollo del Comune e, ovviamente, il giorno dopo è finita anche nelle mani carine dei carabinieri, che hanno iniziato a scavare nel mistero. Dopo qualche giorno a meditare sul significato dell’ennesima minaccia, Cavallone ha deciso di tirarla fuori dal cassetto e mostrarla a tutti. Ironia della sorte, serve solo a confermare la normalità dell’inciviltà.

Non aspettatevi un’indagine lampo. Trovare gli autori sarà come cercare un ago in un pagliaio, visto che “la lettera è passata di mano in mano”, confondendo tutte le impronte come un’orribile danza del mistero. Il messaggio però è chiarissimo: questi “bastardi” si strafregano della salute altrui, e di tutti voi, compreso il sindaco. Un po’ di minacce di morte qua e là, un pizzico di intimidazioni: “Rintracciamo chi dovrebbe agire, il suo indirizzo, la sua famiglia e la facciamo pagare carissima a tutti”, oppure “Vi facciamo il peggio… non ci sottovalutate”, e il meglio del repertorio: “Fate smettere tutto subito o il meglio che succederà è che ci scappa il morto”. Parole dolci come una carezza di cactus. O magari di chi non ha niente di meglio da fare la notte a parte intimidire chi lavora per la comunità.

Ah, poi si parla di un esposto—sì, quell’atto ufficiale che, a quanto pare, il Comune avrebbe ignorato alla grande. Sarà per questo che la salute dei cittadini finisce in secondo piano. Peccato che, dice il sindaco, in Comune non esista traccia di tale esposto. Hanno addirittura rovistato negli archivi fino a giugno 2025 (una scusa perfetta per far sembrare che si stia volando nel futuro), ma si son trovati davanti a un nulla cosmico. Rumori? Boh, forse schiamazzi o lavori in cantiere. Ma, attenzione, i lavori notturni in cantiere sono fermi, grazie alla crisi economica che ha sconquassato la società appaltatrice. Insomma, un capolavoro di caos e confusione in piena regola.

E come reagisce il sindaco a questa poesia minacciosa? Con la calma olimpica che ci si aspetta da un uomo pubblico: “Chiunque sia stato, questo episodio mi amareggia molto. È un fatto particolarmente grave e sgradevole, visto che tutti, dagli assessori ai consiglieri fino ai dipendenti comunali, lavorano ogni giorno per servire i cittadini, e la mia porta è sempre aperta.” Quindi, niente panico, giusto un po’ di amarezza. Ma attenzione, la sicurezza prima di tutto! Quel giorno, festa della donna, con una mossa degna di un film d’azione, il sindaco e la moglie hanno postato una foto con le loro bambine, volti coperti dalle mimose. La minaccia forse verrà fermata da un mazzo di fiori? O dalla potenza protettiva della simbologia floreale? La risposta è tutta lì, tra sarcasmo e realtà amara.

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