Civitavecchia si lancia nel consorzio industriale come se fosse la salvezza del mondo, parola di Pagliari

Civitavecchia si lancia nel consorzio industriale come se fosse la salvezza del mondo, parola di Pagliari

Fabio Pagliari, insignito del titolo di Presidente di Unindustria Civitavecchia, esprime un entusiasmo che sfiora l’euforia per la decisione – in fondo mai così scontata – di far entrare il Comune di Civitavecchia nel tanto agognato Consorzio Industriale del Lazio. Finalmente, un passo “nella giusta direzione”, dicono, come se il mondo intero dipendesse da questa mossa da manuale di burocrazia all’italiana.

Parole dal sapore diplomatico ma colme di significato: “Unindustria ha sempre auspicato l’allargamento del perimetro consortile a quest’area, un obiettivo di cui siamo estremamente soddisfatti”. Tradotto? Finalmente arriva qualcosa di cui vantarsi, dopo anni di sostanziale immobilismo e promesse mai mantenute. Peccato che questa “soddisfazione” si traduca spesso in una bolla di sapone senza contenuti reali.

Secondo Pagliari, “l’adesione al Consorzio potrà permettere alle imprese di accedere a diversi strumenti strategici, essenziali per sostenere gli investimenti e la tanto decantata transizione energetica”. Ovvero, un’élite di burocrati ha deciso che ora le imprese potranno usufruire di strumenti “strategici” il cui reale impatto resta da vedere. Intanto, però, si brinda e si stappa lo spumante in salotti riscaldati e incontri istituzionali di facciata.

Il solito risultato “importante” arriva grazie a una “positiva collaborazione istituzionale” che suona più come un rituale di convenienze politiche piuttosto che un reale scambio di idee efficaci. La ciliegina sulla torta? L’ingresso arriva proprio mentre la Vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli, riceve la nomina a Commissario per la reindustrializzazione dell’area. Coordinamenti, sinergie, strategie: sembrano tutti vocaboli presi da qualche corso di management distrattamente applicati a una realtà che ha bisogno, soprattutto, di fatti concreti.

Il grande vertice per la variante urbanistica

Lo spettacolo prosegue con una riunione mattutina nella sede della Regione Lazio, dove campeggiano la neo-Commissaria Roberta Angelilli, il sindaco di Civitavecchia Marco Piendibene, l’assessore all’Urbanistica Enzo D’Antò, e un’allegra brigata di tecnici regionali e comunali. Al centro dell’incontro, un tema dal sapore di magia nera per le nostre amministrazioni: la variante urbanistica.

Cos’è questa variante? L’elemento cruciale per rispondere a “manifestazioni di interesse” giunte al Mimit (ormai la sigla più citata quanto misteriosa). Un termine di cui tutti parlano come se fosse la chiave di volta per risollevare le sorti del territorio, ma che difficilmente esce dalle stanze della politica senza trasformarsi in un’altra promessina da campagna elettorale.

Si nutre la speranza – un termine forse ingenuo, ma d’altra parte cosa resta? – che questo confronto possa sfociare in nuove opportunità di crescita e sviluppo per Civitavecchia. In parole povere, si preparano ancora una volta le poltrone per una serie di incontri dove si parlerà molto, si deciderà poco e la routine del “poco ma sicuro perpetuo immobilismo” troverà la sua conferma.

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