Unindustria non perde occasione per ribadire la sua eterna passione per l’allargamento delle aree industriali che fanno parte del Consorzio Industriale del Lazio. Per fortuna, il presidente Fabio Pagliari di Civitavecchia è lì a ricordarcelo con fervore: “L’ingresso di Civitavecchia nel Consorzio è di vitale importanza per il fantasmagorico sviluppo di questo territorio”.
Un’operazione che sembra un compito già scritto: allargare il perimetro al punto da farlo sembrare “naturale” è l’ossessione di Unindustria. Grazie a questo miracoloso ingresso, il territorio – già inserito in un sacro testo chiamato Carta regionale europea per gli aiuti di Stato – potrà diventare il faro della Zona Logistica Semplificata, il sogno proibito di ogni imprenditore.
Certamente non esistono problemi tecnici a frenare questa unione d’amore, perché, come ci rassicura il presidente, il Comune non perderà nemmeno un briciolo di sovranità sulle ormai mitiche aree industriali. Tutti possono tirare un sospiro di sollievo.
L’auspicio? Che questa adesione venga formalizzata senza indugi, perché è “condizione indispensabile” per spalancare porte dorate alle imprese locali, permettendo loro di accedere a strumenti preziosi – alla faccia della burocrazia – come il fondo nazionale sulla “deindustrializzazione”.
Ovviamente, questo fondo magico aprirà le danze per agevolazioni in investimenti in beni strumentali e, ciliegina sulla torta, nella tanto agognata transizione energetica e digitale, una promessa che non può che portare nuvole di speranza e qualche rincorsa al futuro.
Un tassello fondamentale per lo sviluppo… o quasi
Il Consorzio Industriale si presenta come “un tassello fondamentale” per lo sviluppo industriale delle aree produttive, pretendendo di non essere solo un semplice attore, ma “soggetto decisivo” per attrarre investimenti. Niente di meno che il protagonista di una pellicola da Oscar, insomma.
Non sorprende che l’adesione al Consorzio venga definita strategica per la valorizzazione delle aree comunali, per aumentare il fascino irresistibile del territorio agli occhi delle imprese e per favorire un accesso miracoloso a qualsiasi programma o finanziamento disponibile: regionale, nazionale, europeo, magari anche lunare, per non farsi mancare nulla.
Non manca un riferimento alla “nuova occupazione stabile e qualificata”, quel santo graal per ogni progetto di sviluppo meritevole, che dovrebbe spuntare fuori come per magia da questa integrazione.
Infine, un bel ricordo elettorale: questa adesione era uno degli imperativi “prioritari” sottoposti ai candidati sindaco, nel classico gioco elettorale dove tutti promettono di tutto, salvo poi probabilmente dimenticare appena insediati.
Dunque, secondo Unindustria e il suo presidente, questa mossa sarebbe un “tassello fondamentale” per la tanto sospirata transizione, quella che rende sostenibile e brillante il futuro industriale di un’intera città… o meglio, il futuro da favola che ci vogliono vendere ancora una volta.



