Civitavecchia applaude Unindustria e Pagliari mentre si uniscono al consorzio industriale perché ovviamente serviva proprio un altro ennesimo progetto miracoloso per salvarci tutti

Civitavecchia applaude Unindustria e Pagliari mentre si uniscono al consorzio industriale perché ovviamente serviva proprio un altro ennesimo progetto miracoloso per salvarci tutti

Fabio Pagliari, Presidente di Unindustria, si diletta a cantare vittoria per l’ingresso del Comune di Civitavecchia nel Consorzio Industriale del Lazio, quasi come se avesse scoperto l’acqua calda. Secondo lui, questa mossa “va nella giusta direzione” e rappresenta un traguardo che il suo organismo avrebbe sempre auspicato. Come se la storia industriale della regione si risolvesse con un semplice cambio di casacca territoriale.

Non sorprende che un’associazione tanto incline a celebrare ogni minimo successo definisca “molto soddisfacente” l’allargamento del perimetro consortile a Civitavecchia. In effetti, basterebbe un po’ di spirito critico per notare che si tratta principalmente di una scelta già ovvia e da tempo attesa, e che l’entusiasmo in salsa pomposa sembra più una manovra di facciata che un reale progresso per la zona.

Non vorremmo però essere quelli che rovinano la festa: trasformare Civitavecchia in parte integrante del Consorzio Industriale del Lazio è certamente un passo amministrativo, ma non è esattamente il colpo di genio che cambierà miracolosamente le sorti produttive o lo sviluppo economico della regione. Forse sarebbe più utile chiedersi cosa realmente significhi questo ingresso per i territori circostanti, per le imprese locali e, naturalmente, per i cittadini chiamati a subire le conseguenze, positive o negative che siano.

Da parte sua, Unindustria rivendica questo risultato come frutto della propria fermezza e lungimiranza, dimenticando di menzionare come spesso certi processi siano dettati più da logiche politiche e di potere che da analisi economiche o da una reale volontà di migliorare le condizioni produttive e sociali sul territorio. Sarà interessante osservare se dopo i proclami seguiranno fatti concreti o se tutto rimarrà nel recinto delle belle parole ben confezionate.

In definitiva, l’ingresso di Civitavecchia nel Consorzio Industriale del Lazio potrà anche essere una decisione “da noi fortemente sostenuta”, ma l’eco di questo annuncio rischia di evaporare presto nell’indifferenza generale, a meno che qualcuno non si metta davvero a lavorare per tradurre queste parole in azioni tangibili e non solo in omaggi di circostanza.

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