Le parti civili non sono solo i soliti noti della zona
Un riconoscimento, quello delle parti civili, che fa onore alla creatività giuridica: l’avvocata Veronica Dini ha fatto miracoli, riuscendo a far ammettere non solo i residenti di Aspromonte ma anche quegli intrepidi cittadini che hanno deciso di costituirsi “in sostituzione” del Comune stesso. Insomma, una vera e propria squadra di eroi civici che battono i pugni sulla scrivania della burocrazia. A differenza di questi, gli acquirenti degli appartamenti (circa 20 anime fortunatamente arrivate in questa telenovela edilizia) son stati gentilmente spediti a casa senza parti civili. Un risultato che l’avvocata Dini definisce “importante per i cittadini”, come se la giustizia fosse finalmente dalle loro parti… o quasi.
Chi sono i protagonisti di questa tragicommedia?
Tra gli imputati possiamo trovare nomi di tutto rispetto e in pieno stile noir dell’urbanistica milanese: Paolo Mazzoleni, l’architetto “dominus” di tutta l’operazione, che si agita dietro le quinte come un burattinaio; il costruttore Andrea Bezziccheri, che probabilmente non sapeva nemmeno di occupare quello “strano cortile”; e l’ex vicepresidente della Commissione paesaggio di Palazzo Marino, Giovanni Oggioni, che qualcuno ora accusa di aver perso l’orientamento paesaggistico proprio quando avrebbe dovuto mostrare la vista d’insieme.
Pronti per il prossimo atto di questa saga? La prossima udienza è fissata per il 30 aprile, quando due imputati, compreso il maestro architetto Mazzoleni, saranno chiamati a raccontare la loro versione dei fatti, probabilmente vestendola di una buona dose di retorica. Nel frattempo, il Comune starà valutando se prendere il coraggioso posto delle parti civili “sostitutive” o se preferirà rimanere comodamente in disparte a guardare il sipario della giustizia urbanistica milanese.



