Cisano sul Neva si tinge di tragedia: il giovane Giacomo Moretto spicca il volo a 18 anni in un incidente in moto che fa impazzire il destino

Cisano sul Neva si tinge di tragedia: il giovane Giacomo Moretto spicca il volo a 18 anni in un incidente in moto che fa impazzire il destino
Giacomo Moretto, il giovane di appena 18 anni che, domenica sera, ha deciso di fare un inseguimento senza speranze con la sua moto contro un’auto parcheggiata a Cisano sul Neva. Purtroppo, la sua performance acrobatica si è conclusa nel peggiore dei modi: è morto oggi, 26 maggio, nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, rimasto in condizioni disperate sin da subito dopo il fatale impatto.

Non che fosse difficile immaginare il risultato: le condizioni di Giacomo erano talmente critiche che solo un miracolo – o un film di fantascienza – avrebbe potuto salvarlo. Due interminabili giorni di ansia, con medici e infermieri a correre disperatamente contro il tempo, mentre l’intera comunità di Cisano sperava, se non in un lieto fine, almeno in qualche segnale di miglioramento.

La notizia della sua morte ha squarciato quel fragile filo di speranza, lasciando un lutto profondo nel cuore del paese. Il sindaco Massimo Niero ha esplicitato il dolore collettivo, ovvio. La famiglia Moretto è ben nota in zona, e immaginate quanti, nelle ore precedenti, si sono aggrappati a qualche fantasma di recupero.

Il misconosciuto rettilineo di via Piamboschi e la fatalità del sole

Tutto era cominciato poco dopo le 19:30, lungo quel monotono rettilineo di via Piamboschi che, evidentemente, nasconde più insidie di quelle che si possa immaginare. Secondo una prima, e per ora troppo vaga, ricostruzione ancora tra le grinfie di carabinieri e polizia stradale, Giacomo avrebbe perso il controllo della sua motocicletta per finire con gran fracasso contro una macchina inutilmente parcheggiata ai margini della strada.

Una delle spettacolari ipotesi che ha fatto breccia nei pettegolezzi locali è quella del tanto temuto “abbagliamento” da sole basso, quel capriccio naturale che, per qualche motivo, ancora non ha inventato occhiali speciali per motociclisti. Pare che il ragazzo non stesse correndo come se fosse nel Gran Premio di Monaco, e per quelli che si dilettano nelle analisi tecniche, non è stato trovato nemmeno un segno di frenata sull’asfalto. Evidentemente, la reazione è stata pari a zero – una scelta di stile, o forse solo un momento di panico? Chissà.

I solerti soccorsi e la caccia ai colpevoli

I paramedici della Croce Bianca di Alassio e il personale del 118 sono arrivati sul posto in tempi record, dimostrando che almeno in emergenza qualche cosa funziona. Dopo qualche manovra disperata, Giacomo è stato immediatamente caricato e spedito dritto dritto, in codice rosso, al Santa Corona. inutile dire che da lì in avanti la speranza ha vagato nel limbo tra improbabile e tragicamente insufficiente.

Ovviamente, le forze dell’ordine – che, tanto per cambiare, non avevano altro da fare – hanno avviato indagini per decifrare questa enigma della dinamica dell’incidente, che, ahimè, al momento non coinvolge altri veicoli in movimento. No, era proprio il giovane e la sua moto contro un ostacolo immobile, una sfida più impari di così si muore.

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