Chiudono le sale del Conservatorio e nessuno sembra accorgersene: cultura o spreco d’aria condizionata?

Chiudono le sale del Conservatorio e nessuno sembra accorgersene: cultura o spreco d’aria condizionata?

Al Conservatorio di Milano qualcuno ha deciso che spegnere le luci nelle sale Verdi e Puccini è la soluzione migliore. Dopo un classico sopralluogo, la commissione di vigilanza ha decretato la chiusura immediata di queste sale, trasformando così due concerti programmati in un nulla di fatto. Ah, e per non farci mancare nulla, anche il concerto di Martha Argerich, già sold out e previsto per venerdì 13 marzo, rischia di saltare.

Tutto questo caos burocratico è nato da qualche documento scaduto – perché si sa, un foglio non aggiornato è la migliore scusa per fermare la cultura. La vittima sacrificale è stata la Società dei Concerti, costretta a cancellare le esibizioni della giovane pianista Rachel Naomi Kudo e del Anna Tifu Tango Quartet, previste nel pomeriggio e in serata in Sala Verdi. Ovviamente nessuna deroga è stata concessa dai tecnici del Comune: un no secco, senza mezzi termini.

I responsabili del Conservatorio, insieme al presidente Giovanni Fosti, si sono mossi praticamente come eroi, tentando di mediare fino all’ultimo. Ecco cosa hanno dovuto comunicare al pubblico, con quella punta di rassegnazione che riguarda sempre chi prova a star dietro alla burocrazia:

“Abbiamo fatto il possibile insieme ai responsabili del Conservatorio e al suo presidente Giovanni Fosti per garantire i concerti previsti per oggi. Purtroppo la commissione è stata irremovibile.”

Incubo Cultura: l’incertezza diventa regola

La direttrice artistica della Società dei Concerti, Enrica Ciccarelli, si illude di poter recuperare gli appuntamenti persi entro due settimane. Ma se vogliamo essere realistici, l’ironia è già tutta sul palco. Il vero dramma si sposta ora sul concerto di Martha Argerich, quella che non ha bisogno di presentazioni, pianista di fama mondiale, che deve ancora sperare nella clemenza dell’ennesima commissione. L’evento è già sold out, e cancellarlo significherebbe molto più di un semplice buco nel calendario.

Ilaria Borletti Buitoni, presidente della Società del Quartetto, ha espresso tutto il suo sconforto e la sua ironia amara nell’accogliere questa “paradossale” situazione:

“Dover annullare il concerto rappresenterebbe un danno gravissimo per la Società del Quartetto e, ancor più, per l’immagine di Milano, che si preparava a ospitare una delle più grandi artiste del mondo.”

Insomma, dopo tutto l’impegno e la dedizione delle istituzioni musicali milanesi, ci ritroviamo con una situazione kafkiana degna di un romanzo tragicomico. La musica, si dice, è arte sublime, ma evidentemente anche un formidabile pretesto per dimostrare quanto l’amministrazione cittadina sappia “promuoverla” con serietà e impegno.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!