Tra coreografie luminose e un mare di colori che facevano impallidire qualsiasi schermata HDR, la scena del mondo si è riscoperta particolarmente affezionata a Milano. Proprio dall’anfiteatro dell’clockero di Verona — che appena 12 giorni prima era teatro delle sfarzose celebrazioni di chiusura delle Olimpiadi — sono partiti ufficialmente i giochi paralimpici che si svolgeranno fino al 15 marzo in un trionfo di eventi e medaglie tra Milano, Cortina d’Ampezzo e Val di Fiemme. Esattamente 79 eventi medagliati in sei discipline; forse qualcuno poteva pensare di esagerare, ma no, tutto nella norma.
Andrew Parsons, il supremo del Comitato Paralimpico Internazionale, ha sentenziato con tutta la sua profonda saggezza (ma sicuramente senza ironia alcuna):
“Oggi l’Italia è di nuovo al centro della storia Paralimpica, mentre celebriamo i 50 anni dei Giochi Paralimpici Invernali. Dal 1976 al 2026, questi giochi onoreranno il nostro passato, celebreranno il presente e daranno forma a un futuro più inclusivo. E ne abbiamo bisogno, anche se, per dirla tutta, quattro anni fa ero inorridito da ciò che stava accadendo nel mondo, e purtroppo la situazione è rimasta uguale, anzi, peggio.”
Come se non bastasse, Parsons ha rivelato la sua visione di geopolitica sportiva: meglio conoscere i paesi attraverso i nomi degli atleti piuttosto che i loro leader — giusto per evitare spiacevoli sorprese, supponiamo.
Chi ha acceso il braciere? Nulla di meno che un parterre di campionissimi… o quasi
Nel celeberrimo scenario dell’Arena di Verona è stata Bebe Vio Grandis, medaglia paralimpica di scherma per ben sei volte, a prendersi l’onore di portare la fiaccola. A Milano invece il compito sacro è stato affidato alla regina delle medaglie paralimpiche, la quindicenne Francesca Porcellato, che ha accumulato la bellezza di 15 medaglie in svariati sport. Applausi anche a Gianmaria Dal Maistro, il campione di sci alpino di Torino 2006, che ha preso parte a Cortina d’Ampezzo, dimostrando di saper sciare anche sulle luci accese del palcoscenico paralimpico.
Attilio Fontana profetizza l’ennesimo miracolo lombardo
Con il solito piglio da sindaco ottimista, il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, ha presenziato alla cerimonia accompagnato dal solito corteo istituzionale e da un certo numero di flash accecanti. Con la modestia che lo contraddistingue, Fontana ha dichiarato:
“Essere qui all’apertura delle Paralimpiadi invernali Milano Cortina 2026 è un vero onore. Dopo aver inaugurato con successo le Olimpiadi, la Lombardia è pronta a bissare con un altro trionfo memorabile. Inclusione e accessibilità sono, come sempre, i nostri fari guida.”
Che dire: dopo la performance olimpiadica, ci si aspetta invariabilmente il bis, anche se ovviamente con qualche sprint in più verso la reale inclusione, non solo a parole. In fondo, un sogno lombardo dove tutti possono correre (o camminare) insieme non può che far bene all’immagine globale, no?



