Chi guadagna dalla guerra in Iran scommettendo milioni su Polymarket come se fosse un casinò di folli

Chi guadagna dalla guerra in Iran scommettendo milioni su Polymarket come se fosse un casinò di folli

Non c’è niente di meglio che scommettere sulla guerra, un passatempo perfetto per chi ha un fiuto infallibile per le crisi mondiali. La piattaforma Polymarket, un mercato predittivo che trasforma le tragedie geopolitiche in profitti, è diventata il nuovo Eldorado per chi ama il rischio. Tra gli ultimi fortunati vincitori c’è l’utente “Curseaaaaaaa” che, con una lungimiranza degna di un oracolo, si è portato a casa ben 757 mila dollari puntando sull’esplosione della guerra in Iran. Ma tranquilli, non è certo l’unico: in sei si sono messi d’accordo ed hanno totalizzato un milione di dollari scommettendo sulle stesse sciagure.

Da settimane, su questa piattaforma si tenta di cronometrate il momento esatto in cui il pianeta andrà a fuoco. Ormai gli utenti fanno anche le previsioni sulla settimana in cui tutto potrebbe finire, o meglio, su chi sarà il sostituto del tanto amato Ayatollah Ali Khamenei. Tra le scommesse più ‘illuminanti’, c’è quella sull’invasione delle forze statunitensi prevista – con la precisione di un orologio svizzero – il prossimo 7 marzo. Insomma, tra un caffè e l’altro, si scommette sull’inizio dell’Apocalisse.

Polymarket non è un hobby da poco: si muovono volumi di affari pari a circa 529 miliardi di dollari, e già a ottobre del 2025 la piattaforma era valutata tra i 12 e i 15 miliardi secondo Bloomberg News. Non male per un sito che, di fatto, prende puntate su come si spaccerà il mondo nei prossimi mesi.

Dall’elezione di Trump alle scommesse su Maduro: quando il business prende il posto della morale

Tutto è cominciato nel 2020 grazie a Shayne Coplan, ventunenne fresco di laurea (probabilmente in cinismo applicato), che ancora oggi pilota questa giostra di disgrazie. L’idea si è trasformata in oro durante le elezioni presidenziali americane del 2024, quando un trader francese (ovviamente anonimo, perché il buon gusto esiste) ha messo in gioco 80 milioni di dollari sulla vittoria di Donald Trump. Indovinate un po’? Ha incassato il doppio, ossia 160 milioni, con un tempismo che farebbe impallidire Nostradamus.

Il 2025 ha portato nuove sfide e altrettanto lucrosi risultati. Tra i casi più clamorosi ricordiamo il colpo da maestro prelevato poche ore prima che Nicolas Maduro fosse catturato dagli Stati Uniti: un fortunato utente ha puntato 32 mila dollari sulla sua deposizione entro fine gennaio, portando a casa 400 mila dollari. Una somma niente male per scommettere su un evento apparentemente fuori controllo.

Non meno sorprendente è stata la puntata sulle elezioni del Nobel: appena 11 ore prima che il comitato annunciasse la vittoria di Maria Corina Machado, alcuni “sapienti” hanno guadagnato oltre 65 mila dollari pronosticando il risultato. Naturalmente, la faccenda ha fatto sobbalzare il comitato Nobel che ha avviato un’indagine interna, con la speranza di smascherare qualche insider con l’informazione più fresca di una brioche appena sfornata.

Un intreccio di potere e denaro: i burattinai dietro le quinte

Se pensavate che dietro tutto questo ci fosse solo l’ingenuità di qualche scommettitore, vi sbagliavate di grosso. Polymarket si presenta elegantemente come “mercato predittivo”, ma la realtà è che la piattaforma è finanziata da personaggi ben più squilibrati del semplice pubblico. C’è infatti un club d’élite composto da investitori legati a filo doppio con ambienti governativi e suggestioni politiche di ogni genere.

Tra i nomi altisonanti in queste stanze di potere troviamo Donald Trump Jr, che da agosto scorso ricopre il ruolo di consulente per la piattaforma attraverso il suo fondo 1789 Capital. Non potevano certo mancare il co-fondatore di Ethereum, Vitalik Buterin, e la prestigiosa società di venture capital Founders Fund, fondata da Peter Thiel, mente dietro a Palantir. Un cocktail esplosivo di finanza, politica e tecnologia generosamente incubato per mercificare gli eventi più destabilizzanti del pianeta.

In breve, Polymarket non è altro che il circo delle scommesse su crisi e conflitti, dove chi possiede informazioni, soldi e potere si diverte a prevedere (e forse a pilotare) il destino del mondo, mentre tutti noi assistiamo increduli al gran ballo delle assurdità geopolitiche più redditizie.

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