Ah, il Paris Saint-Germain, questa statua di marmo calcistica: non si rompe, non si scioglie, sfoggia quella flessuosità tanto studiata quanto innaturale. Al sesto trionfo ai rigori dopo sei partite finite allo stesso modo, ormai nessuno osa nemmeno parlare di quell’unico tiro che avrebbe potuto decidere il destino. No, amici, qui si vive di mentalità, di quella specie di incanto mentale che ti fa sentire invincibile anche quando il pallone potrebbe benissimo prendere una direzione diversa.
Champions: Luis Enrique risolve tutto e vince, come se fosse facile



