Un’occasione imperdibile per i rampolli della finanza e dell’industria – o come amano definirsi loro, i “futuri pilastri dell’economia nazionale” – per mostrare quanto sanno destreggiarsi non solo con i numeri, ma anche con il cocktail in mano e la stretta di mano ben studiata.
Immancabile dunque la parata di outfit eleganti, discorsi altisonanti e quel tocco di presunzione tipico di chi sa bene di aver battuto la concorrenza a colpi di parentela, scuole prestigiose e contatti ben piazzati.
Ovviamente, in questa notte così “popolare”, si sono ritrovati tra i tavoli anche tanti ospiti d’eccezione, pronti a tessere lodi ai giovanissimi impresari e a promettere mari e monti… fino al prossimo bilancio dove la magia svanirà come per incanto.
E mentre fuori dalle mura di Villa Miani i veri giovani imprenditori arrancano tra burocrazia, tasse e una giungla di crisi assortite, qui si brinda, si balla e si sa, perchè affrontare i problemi è decisamente meno chic.
Una serata, insomma, che racconta più di mille parole: la perfetta simbiosi tra tradizione, potere e una fetta di futuro (promettente solo per pochi).



