Caraibi in fiamme, gli Usa colpiscono ancora una barca di narcotrafficanti: due morti e lo spettacolo continua

Caraibi in fiamme, gli Usa colpiscono ancora una barca di narcotrafficanti: due morti e lo spettacolo continua

Con un tempismo impeccabile e tanta, tanta ironia, gli Stati Uniti hanno sferrato un altro fulmineo attacco nel Pacifico contro una barca di presunti trafficanti di droga. Ovviamente, con questo ennesimo intervento militare, certificato e celebrato via X dal comando per l’America Latina e i Caraibi, si segna il triste traguardo di almeno 130 persone eliminate e una quarantina di imbarcazioni demolite. Tutto ciò avviene dal settembre scorso, momento in cui la magnanima campagna anti-narcotraffico americana ha deciso di alzare il tiro contro le imbarcazioni sospette.

Se pensavate che questa fosse una novità isolata, sappiate che in realtà è solo il terzo attacco conosciuto del 2026. Insomma, tra una raffica e l’altra, il governo a stelle e strisce si dedica con zelo ad assicurare “giustizia” sulle acque. Nulla di cui stupirsi: la perseveranza è una virtù, soprattutto quando si tratta di esercitare potere e contare vittime.

Non è dato sapere, ovviamente, quale agile principio di certezza giudiziaria accompagni questi raid. Ma la questione del “chi decide?”, “come si valuta la colpevolezza?” o la banale domanda “cosa succede ai superstiti?” sono dettagli irrilevanti nel grande teatro del vigilantes americano.