Bruxelles pronta a svuotare il divieto 2035 su nuove auto diesel e benzina, peccato che qualcuno lo chiami progresso

Bruxelles pronta a svuotare il divieto 2035 su nuove auto diesel e benzina, peccato che qualcuno lo chiami progresso
Germania, Italia e alcuni gruppi dell’industria automobilistica, l’”amina di ferro” verde dell’Europa sembra pronta a diventare un po’ più… flessibile.

La tanto celebrata, quasi messianica, decisione di bandire la vendita di nuove auto a combustione entro il 2035, presentata nel 2023 come il fiore all’occhiello del Green Deal europeo, potrebbe subire un’inattesa metamorfosi. Da abolizione tassativa a qualche fatto alla buona. Che meraviglia. A quanto pare, la retromarcia dovrebbe concedere maggior margine di manovra ai produttori europei, già alle prese con dazi statunitensi, catene di approvvigionamento impazzite, la feroce concorrenza cinese e, naturalmente, la transizione dolorosa verso le auto elettriche. Un quadro di sobria serenità industriale, insomma.

Gli analisti, come sempre, si dividono: mentre molti si chiedono se questa bizzarra tenerezza verso il motore a scoppio possa davvero rendere più competitivo il settore in futuro, i paladini verdi e i sostenitori del clima già imputano un altro colpo al famoso (ahimè, ex-) ardore ambientalista del blocco comunitario. Il portavoce della Commissione Europea, la mastodontica macchina burocratica, rimane caldamente silenzioso e rinvia ai fatti del comunicato stampa di martedì pomeriggio. Seguiremo con attenzione il nulla di fatto annunciato.

Questa politica, ridotta a oggetto di dibattito acceso, è stata recentemente al centro di richieste di “rivalutazione” da parte di certi gruppi industriali che non vorrebbero perdere il treno degli affari e che reclamano una sorta di tregua in nome della competitività e della resilienza strategica delle filiere. Insomma, “flessibilità è urgente”, dichiara la direttrice generale della Associazione dei Costruttori Europei di Automobili (ACEA), Sigrid de Vries. Forse intende l’urgenza di non vedere miliardi di euro in multe piombare sulle teste dei produttori.

Sigrid de Vries ha detto:

“Il 2030 è dietro l’angolo e la domanda di mercato è semplicemente troppo bassa per evitare il rischio di multe da miliardi per i produttori.”

La missione impossibile di questa lobby è far arrivare il mercato a supportare il cambio verso le auto elettriche, ma senza che nessuno debba soffrire, sapete, infrastrutture da costruire, incentivi fiscali da varare e tutto il resto del teatro. La ACEA, per chi non lo sapesse, rappresenta 16 colossi dell’automotive come Volkswagen, BMW, Ferrari e Renault. Da cui una certa urgenza, diciamo.

Una strategia rischiosa

Naturalmente, non tutti sono d’accordo con la smussatura della bandiera verde del 2035. Alcuni produttori elettrici, tra cui nomi altisonanti come Volvo e Polestar, insieme a fornitori di materiali, produttori di batterie e operatori di rete, hanno firmato una lettera aperta mid-settembre in cui invitano l’Europa a mantenere il tiro, “stare saldi” sul traguardo e anzi, rafforzare l’azione. Del resto, già oggi, soltanto l’annuncio del limite ha scatenato investimenti da centinaia di miliardi di euro nel settore. Ma sarà bastato a far rifiorire il mercato? Forse dovremmo chiederlo ai mercati, o a Greta.

Rico Luman, esperto senior nel settore trasporti presso la banca olandese ING, ha svelato il gioco:

“Ritardare i tempi è una scelta miope, dettata dalla necessità immediata, ma anche rischiosa. Non aiuterà a lungo termine l’industria europea né salverà posti di lavoro. Il cambiamento è già avviato e l’illusoria supremazia tedesca (e europea) nel campo dei motori a combustione resisterebbe poco, dato che diventerà difficile reggere la sfida con i concorrenti cinesi se l’industria rallenterà.”

Ecco il succo: così facendo, rischiamo di perdere la corsa verso l’innovazione e far vincere le potenze straniere, mentre ci crogioliamo nella retorica della protezione a breve termine. Comodo, vero? Un’Europa che si adagia su pilastri di vecchie abitudini, svegliandosi solo quando la realtà la travolge.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!