Brignone torna in pista così in fretta che fa sembrare Totti e Baggio dei dilettanti dei recuperi lampo

Brignone torna in pista così in fretta che fa sembrare Totti e Baggio dei dilettanti dei recuperi lampo

A soli 315 giorni dal disastro che sembrava aver cancellato ogni possibilità di podio, Federica Brignone fa il miracolo: si conquista l’oro nel superG rovesciando un destino che sembrava scolpito nella pietra. Un trionfo che ha tutto il sapore di una favola sportiva, ma che, guarda un po’, non è certo un unicum nella storia dello sport italiano. Nel meraviglioso mondo del calcio, infatti, esempi di rimonte da applausi non mancano: da Franco Baresi a Francesco Totti, passando per il divino Roberto Baggio. E che dire di Valentino Rossi? Anche lui, dopo un infortunio che sarebbe potuto significare un addio prematuro, ha tirato fuori dal cilindro un ritorno da protagonista degno dei migliori film d’azione.

Questa epica rinascita della nostra campionessa non è solo una questione di forza fisica o tecnica, ma soprattutto la testimonianza dell’imperscrutabile capacità umana di rigettarsi al tappeto per rialzarsi con stile, bellezza e una certa dose di follia. Insomma, la storia ci insegna che il destino è un avversario che può sempre essere beffato, e in grande stile.

Il fascino irresistibile delle seconde possibilità

È affascinante notare come, nelle cronache sportive italiane, le cadute rovinose siano spesso preludio a comeback dall’effetto scenico devastante. Dall’arena del calcio fino alle piste di sci e alle piste di motori, stalle tifosi o si godano queste redenzioni impossibili come un film che non ci stanchiamo mai di rivedere. Come se l’amore verso il campione risiedesse tanto nella sua vulnerabilità quanto nelle sue vittorie.

E allora, avanti così: ogni infortunio, ogni crisi personale, ogni passo falso non sarà mai una resa definitiva, ma piuttosto un climax emotivo d’attesa per il ritorno dell’eroe. E se qualcuno si stesse chiedendo se tutto ciò sia solo fortuna o talento, sappiate che la risposta è più noiosa del previsto: è puro spettacolo. Quello che, alla fine, fa sognare tifosi e appassionati, ignorando qualsiasi malumore derivante dalle leggi della statistica.

Peccato per tutte quelle tragedie sportive che non si trasformano in favole, ma forse è proprio per rendere speciali queste rinascite che il nostro cuore batte ancora alla velocità di un superG sul filo del rasoio.