Borussia boicotta Lipsia con sciopero di birra e wurstel, lo stadio impazzisce

Borussia boicotta Lipsia con sciopero di birra e wurstel, lo stadio impazzisce

Niente birra, niente wurstel allo stadio: questa è la brillante strategia escogitata dai tifosi del Borussia Mönchengladbach per fare un dispetto economico al rivale di turno, ovvero l’Rb Lipsia. Sì, avete capito bene, l’idea geniale è quella di boicottare il catering dentro lo stadio, puntando a intaccare i ricavi di uno dei club più “amati” della Bundesliga, il cui proprietario è la sempre discreta e “modesta” Red Bull. Dieci anni di dominio, ma evidentemente non di amata popolarità tra gli appassionati della tradizione calcistica tedesca.

È tutto merito dell’associazione di tifosi Fpmg, che ha lanciato questo “tollerante” invito – sì, invito – in vista della partita di sabato. L’obiettivo? Limitare il ricavato dal food and beverage, una voce ben più sostanziosa di quanto si possa immaginare nel calcio germanico. Infatti, secondo stime di settore, squadre del calibro del Borussia Dortmund riescono a racimolare fino a un milione di euro a partita solo da cibi e bibite. Certo, il Lipsia non raggiunge questi vertici, ma il boicottaggio fa sempre bella figura nel repertorio delle contestazioni ultras.

Ora, perché tutta questa rabbia verso il Lipsia? La “colpa” è quella di essere un modello calcistico in profondo dissenso con i “sacri” valori tradizionali della palla rotonda. Se vi state chiedendo cosa significhi, la sintesi è semplice: nato nel 2009 da un’idea della multinazionale austriaca Red Bull GmbH, questo team ha dribblato le serie inferiori come un bolide per poi approdare in Bundesliga nel 2015-2016, conquistando anche due Coppe di Germania e una Supercoppa. Alcuni chiamano questo “percorso” innovazione, altri prostituzione calcistica.

Il boicottaggio goloso: come funziona l’operazione

Per evitare qualsiasi imprevisto di ordine pubblico o restrizione, circa 4.700 fan del Gladbach che si sposteranno in trasferta sono stati invitati a consumare le loro libagioni fuori dallo stadio. Così, nessuna birra o wurstel tra i cancelli, solo proteste senza intossicazioni alcoliche. Un gesto tanto eclatante quanto inutile, ma senz’altro degno della tradizione ultra di questo club.

Ma questo non è che l’ultimo capitolo di un libro già ricco di contestazioni e fischi. Durante le partite, ad esempio, i tifosi del Gladbach riservano al Lipsia un trattamento speciale: fischiano ogni singolo possesso palla dei biancorossi durante i primi 19 minuti. Perché esattamente diciannove minuti? Una domanda filosofica che probabilmente si perde nell’alcol dei bar dello stadio.

Il caso Reitz: tra campo, mercato e ironia amara

Se la partita fosse una telenovela, il protagonista assoluto sarebbe senza dubbio il capitano del Borussia Mönchengladbach, Rocco Reitz. Prego prendere nota: è destinato a passare proprio all’avversario, il glorioso Lipsia, a partire dalla prossima stagione. Il prezzo del trasferimento? Un piccolo dettaglio: 18 milioni di euro. Niente male per chi, da una parte, lotta per un posto in Champions League e dall’altra si accontenta di una tranquilla mezza classifica.

Immaginate il dramma: se Reitz, ormai prossimo acquisto del Lipsia, dovesse regalare ai suoi – pardon, ai suoi ex – la vittoria segnando il primo gol stagionale, chissà che ricevimento di benvenuto gli riserveranno i suoi “futuri” supporter. Un cocktail esplosivo di applausi rabbiosi e insulti a grappoli. Sicuramente uno di quei momenti in cui il calcio diventa più divertente fuori dal campo che sul prato verde.

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