Borse in tilt mentre Mps e Mediobanca affondano e il Brent vola oltre gli 85 dollari, ma nessuno sembra preoccuparsene davvero

Borse in tilt mentre Mps e Mediobanca affondano e il Brent vola oltre gli 85 dollari, ma nessuno sembra preoccuparsene davvero

A Piazza Affari, la discussione si apre con la consueta cautela da salotto buono: +0,3% di aumento e uno spread Btp-Bund che fa finta di calare, da 72 a 71 punti base, come se qualcuna di queste cifre potesse davvero cambiare il destino della borsa. Il centro dell’universo milanese? Il solito teatrino di sempre con Monte dei Paschi di Siena. Titolo in picchiata di oltre il 2% all’apertura, ma come per magia risorge e guadagna lo 0,5%, tutto grazie alla presentazione della lista di nomi che si sfideranno il 15 aprile per decidere chi dovrà comandare la banca. Insomma, la vera battaglia è tutta sulla poltrona da occupare, perché in questo show le decisioni si prendono sempre in alto, lontano dalla realtà.

L’ad Luigi Lovaglio, che ha avuto la gentilezza di restare fuori dalla lista ufficiale dei soci, non vuole mollare la presa e sta lavorando a una seconda lista – perché una sola non è mai abbastanza, soprattutto quando si tratta di mantenere il potere. Contando ovviamente sull’appoggio di Delfin, quel cavaliere oscuro che spunta sempre quando le cose si mettono male. Questo balletto alimenta nervosismi sui titoli: Mediobanca apre con un -1,3%, poi cerca con fatica di limitare i danni a -0,5%. E il resto? Nexi fa il rimbalzo dopo la caduta di ieri, ma senza troppa convinzione, toccando appena lo 0,6% di guadagno. Campari, invece, calpesta lo 0,94%, dopo la sua fiammata di ieri, forse stanca di tanto entusiasmo.

Nel magico mondo delle valute, l’euro si permette un lieve rialzo a 1,1602 dollari, contro l’1,157 di ieri. Il Bitcoin, invece, gioca a nascondino e scende dello 0,7%, atterrando a quota 70.750 dollari.

Morale della giornata? Nonostante una guerra al settimo giorno in Iran, i mercati europei sembrano meno tesi del solito, come se le tensioni geopolitiche offrano un rinfrescante break agli investitori, sempre pronti a danzare sulle note del rischio controllato.

Hormuz, l’economia in trappola

Un po’ di sollievo agli avventurosi investitori arriva da Washington, dove il segretario al Tesoro Scott Bessent ha tirato fuori dal cilindro una deroga di trenta giorni. Questa brillante strategia permette alle raffinerie indiane di continuare a comprare il petrolio russo, alleviando così le pressioni energetiche che minacciavano di far tremare i polsi anche ai più impavidi. Pensate che un tweet – pardon, un annuncio su X – possa risolvere tutto? Ma certo, benvenuti nell’era del dialogo digitale che salva mercati reali.

Intanto, le borse europee non si fanno pregare: Francoforte guadagna lo 0,57%, Parigi lo 0,36%, Madrid lo 0,54%, mentre Amsterdam tenta di stare a galla ma senza troppa convinzione. Nel frattempo, Wall Street nella seduta precedente aveva quasi deciso di fare la brava, con il Nasdaq in calo di appena lo 0,26%, proprio un dettaglio. Oggi però, gli occhi sono puntati spasmodicamente sul rapporto mensile sul lavoro negli Stati Uniti, quell’oracolo che dovrebbe svelare la tempesta o la calma che aspetta l’economia americana.

La stretta di Hormuz: l’Iran rivendica il “controllo totale”

Parliamo di materie prime, dove il petrolio sembra indossare un’armatura: il Wti rimane ostinatamente intorno agli 81 dollari al barile, e il Brent è decisamente arroccato sopra gli 85. Il gas naturale, invece, prende una pausa e si lascia scivolare giù del 2,44%, a 49,49 euro per megawattora – forse ha trovato una scusa per farsi da parte un po’. Le gioie non mancano per chi ama i metalli preziosi: l’oro avanza di uno sfacciato 0,8%, toccando 5.122 dollari l’oncia, mentre l’argento si spinge ancora oltre, schizzando del 2,8% a 84,48 dollari.

Insomma, tra poltrone contese, guerre lontane e divagazioni petrolifere, il mercato continua la sua danza tragicomica, rassicurandoci che, più o meno, tutto è sotto controllo. O almeno così si ostina a credere chi ancora gioca a fare l’investitore.

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