Borsa europea e metalli preziosi: chi crede ancora a queste scommesse da casinò?

Borsa europea e metalli preziosi: chi crede ancora a queste scommesse da casinò?

Che sorpresa, l’Europa decide di cominciare l’anno con il piede giusto: i mercati si preparano ad aprire leggermente in rialzo venerdì, come se il nuovo anno portasse automaticamente prosperità e felicità agli investitori. L’indice britannico FTSE 100 promette un’apertura dello 0,2% in più, mentre la Germania con il suo DAX, la Francia con il CAC e l’Italia con il FTSE MIB sono tutti pronti a guadagnare almeno lo 0,2%. Ecco che l’effetto festività svanisce puntualmente portando una dose di ottimismo da prima mattina.

Anche il pan-europeo Stoxx 600 si prende la sua rivincita, firmando un +16% durante il 2025, il terzo anno di guadagni consecutivi, grazie ai protagonisti immancabili: le azioni bancarie e un inspiegabile aumento della spesa nella difesa regionale. Nulla come le armi sembra rassicurare i mercati, non è vero?

E mentre le banche e le industrie belliche fanno festa, i metalli preziosi continuano imperterriti la loro corsa sfrenata iniziata l’anno scorso. L’oro spot fa un balzo dell’1,4% a quota 4.373,83 dollari per oncia, seguito da un argento che non sta a guardare e schizza del 3,8% a 74,01 dollari per oncia. Ma guarda un po’, i nostri buon vecchi amici, oro e argento, hanno registrato le loro migliori performance annuali dagli anni ’70, grazie a uno strano mix di tagli dei tassi negli Stati Uniti, tensioni tariffarie e una fame insaziabile da parte di fondi e banche centrali. Non male come cocktail per far impennare i prezzi, no?

Nel Pacifico la musica non cambia, anche se va detto che molti mercati sono ancora chiusi per ferie: il Kospi della Corea del Sud si lancia verso nuovi record, mentre il Giappone e la Cina continentale si godono un meritato riposo. D’altra parte, anche i mercati hanno bisogno di ferie… almeno fino a quando non tornano a correre.

Intanto, oltre Atlantico, i futures degli Stati Uniti cercano di portare un po’ di allegria nella prima mattina europea: S&P, Nasdaq-100 e Dow Jones Industrial Average viaggiano con incrementi almeno dello 0,3%, perché se il nuovo anno deve cominciare, almeno che lo faccia in positivo, anche se non si capisce bene perché.

Il solito copione: ottimismo garantito e realtà ridicolizzata

Guardando questa danza annuale di numeri e percentuali, appare chiaro che i mercati finanzieri sono un po’ come gli effetti speciali di un film: tanto rumore e luci, ma alla fine resti con la sensazione che il tutto sia un po’ artificiale. Dopo anni di guadagni consecutivi, qualche domanda sull’effettiva solidità di questa crescita non solo è più che lecita, ma impellente. Eppure, tra una festa e l’altra, si preferisce ignorare qualsiasi spiraglio di dubbio.

Ovviamente, mentre si celebra la crescita stellare delle azioni e dei metalli preziosi, nessuno si preoccupa troppo di chi dietro quei numeri deve quotidianamente fare i conti con aumenti dei costi, incertezze economiche e crisi geopolitiche. Ma d’altronde, cosa sono i mercati se non una grande festa per chi può permettersi di ballare?

Quindi eccoci qui, a festeggiare il primo giorno utile di trading, con sorrisi ampi e percentuali positive, mentre il resto del mondo reale continua a osservare, forse un po’ scettico, chi fa trasparire ottimismo con il contagocce. Che lo spettacolo abbia inizio!

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