Borsa delle armi in rialzo mentre Stati Uniti e Iran si scambiano colpi come in un film di serie B

Borsa delle armi in rialzo mentre Stati Uniti e Iran si scambiano colpi come in un film di serie B

Come per magia, le azioni globali del settore difesa hanno fatto un balzo all’inizio di questa settimana, grazie alla spettacolare escalation militare in Medio Oriente durante il weekend. Mentre il resto dei mercati si piazzava dritte verso il baratro, terrorizzato dall’idea di un conflitto regionale ancora più ampio, i titoli della difesa si sono invece messi a cantare vittoria. Una vera e propria oasi felice nel deserto del calo generale.

Tra i protagonisti più euforici di questo show, troviamo la tedesca Hensoldt e la britannica BAE Systems, entrambe schizzate oltre il 5% nel Stoxx 600. Non da meno, Thales, Renk e Leonardo si sono già accontentati di incrementi tra il 3,1% e il 4,5%. Nel frattempo, l’indice padre Stoxx 600 si è invece fatto prendere dalla malinconia, calando dell’1,4%, ai minimi delle ultime due settimane.

Oltreoceano non sono meno entusiasti: prima dell’apertura, Lockheed Martin e Northrop Grumman hanno guadagnato rispettivamente il 7,7% e il 5,2%. Intanto, i futures sull’S&P 500 hanno deciso di farsi deprimer un altro po’, segnando un -1%.

In Asia, con i mercati sudcoreani chiusi per un giorno di festa, la situazione del comparto difesa è rimasta piuttosto sotto tono. Il gigante nipponico Mitsubishi Heavy Industries e IHI hanno però trovato la forza di salire di circa il 3% ciascuno, mentre a Singapore ST Engineering ha spuntato +2,8%.

Ma veniamo all’evento clou: gli Stati Uniti e Israele hanno deciso di scatenarsi con una serie di attacchi su vasta scala contro l’Iran nel fine settimana, riuscendo niente meno che a eliminare il Supremo Leader Ali Khamenei, il che pone fine a un’autentica era di 36 anni di dominio incontrastato. Davvero un colpo da maestro. Nella risposta a catena che non poteva mancare, l’Iran ha colpito basi americane nel Medio Oriente, uccidendo tre militari statunitensi. E qui, ovviamente, si potrebbe parlare di escalation.

Le conseguenze? Prezzi del petrolio alle stelle e i titoli delle compagnie energetiche stappano lo champagne. Perché sì, da una crisi internazionale si trae sempre qualche vantaggio da qualche parte.

Patrick O’Donnell, il capo stratega degli investimenti di Omnis Investments, ci regala un’analisi illuminante:

“Siamo immersi in un mare di incertezza, e gli investitori stanno cercando disperatamente di capirci qualcosa.”

“I mercati azionari sono un po’ confusi sulla durata di tutto questo macello, e su cosa significherà per la crescita e l’inflazione se la situazione si prolungasse.”

“Davvero, la vera domanda è: quanto durerà questo conflitto?”

Il conflitto con l’Iran ha già raggiunto il terzo giorno, con il presidente americano Donald Trump che non perde occasione per ricordare che i soldati a stelle e strisce potrebbero pagare un prezzo salatissimo, ipotizzando persino una durata fino a quattro settimane di questa deliziosa pagina di storia.

Le azioni della difesa: i veri vincitori delle tensioni geopolitiche

Non certo una novità: negli ultimi anni, la spirale di tensioni internazionali ha fatto impennare i titoli del settore difensivo, con i governi di tutto il mondo pronti a stanziare somme sempre più generose per i loro arsenali. Insomma, non c’è nulla di meglio di un conflitto in agguato per assicurarsi che le industrie della morte prosperino senza intoppi.

Quindi, mentre gli investitori si fanno domande su inflazione, crescita e futuro, qualcuno nel business delle armi si strofina le mani, felice davanti a quel meteorico balzo azionario.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!