Blue Owl taglia la liquidità agli investitori dopo la svendita di prestiti privati: la genialata del secolo

Blue Owl taglia la liquidità agli investitori dopo la svendita di prestiti privati: la genialata del secolo

Le azioni di Blue Owl Capital hanno perso quasi il 3% nel trading pre-mercato di giovedì, perché, come dimenticare, vendere oltre 1,4 miliardi di dollari in crediti concessi in prestito dai suoi fondi di debito privato è sempre un segno di solidità e strategia vincente.

L’azienda, specializzata nella gestione di mercati privati e asset alternativi, ha deciso di cedere questi prestiti a quattro pensionistici e assicurativi nordamericani, vendendoli praticamente quasi al valore nominale, al 99,7%. Difficile capire se il vero affare fosse per chi vende o per chi compra.

La fetta più grande della torta è uscita dal fondo Blue Owl Capital Corporation II, alias OBDC II. Un fondo semi-liquido dedicato agli investitori retail statunitensi, che ha liquidato 600 milioni di dollari di prestiti, ossia poco meno del 34% del suo portafoglio da 1,7 miliardi. In sintesi, metà delle “semi-liquidità” è stata trasformata in “ossa da rosicchiare”.

E come dimostrazioni di cambi di rotta epocali, Blue Owl ha annunciato che, da questa primavera, OBDC II chiuderà il rubinetto alle tradizionali liquidità trimestrali per i suoi investitori. Perché si sa, la trasparenza e la facile accessibilità ai propri soldi sono sopravvalutate.

La quotazione delle azioni si è adeguata con una bella caduta del 2,8% nel premercato, intorno alle 8:06 ET, a testimonianza del bon ton finanziario che premia simili decisioni.

Ora la società di sviluppo d’impresa — quella che si vanta di finanziare il mercato medio americano — si appresta a sostituire i regolari pagamenti con “colpi di fortuna” e distribuzioni occasionali, basate su vendite di asset, guadagni periodici, rimborsi e altre trovate strategiche degne del miglior casinò d’affari.

In altre parole, la portata degli investitori sarà messa stretta stretta, con poche vie di fuga per ritirare i propri soldi. Ma non temete, è solo il procedure standard del moderno mercato privato: meno trasparenza, meno liquidità e più sorriso enigmatico.

La crisi delle liquidità e il capolavoro della strategia alternativa

Il tutto arriva mentre le richieste di riscatto nei fondi di Blue Owl sono in aumento, segno che persino gli investitori più ottimisti iniziano a nutrire qualche dubbio. Geniale tempismo, no?

Imbarazzante ricordo: nel novembre scorso, Blue Owl Capital aveva fantasticato su una fusione tra OBDC II e il più grande fondo quotato OBDC. Prima però di abbandonare l’idea, aveva proposto uno stop ai riscatti su OBDC II. Naturalmente, questa “pausa” avrebbe potuto lasciare agli investitori perdite teoriche intorno al 20%.

Il risultato? Investitori scossi come in un terremoto e un bel crollo delle azioni Blue Owl Capital. Che novità.