Blatte cadaveri tra le bancarelle del Mercato Centrale e la società si limita a un timido sorry

Blatte cadaveri tra le bancarelle del Mercato Centrale e la società si limita a un timido sorry

Non c’è niente di più rassicurante di un controllo sanitario a sorpresa al Mercato Centrale di Milano, specialmente quando ti ritrovi a fare i conti con scarafaggi non invitati e una pulizia che lascia un po’ a desiderare. L’Ats Milano Città Metropolitana ha fatto il suo ingresso trionfale in via Sammartini 2, trovando un velenoso campionario di blatte, sporco accumulato e igiene quasi assente in molti dei locali sotto esame. La reazione ufficiale di Mercato Centrale, come sempre, è stata quella di una serie di scuse impeccabilmente formali, con un impegno solenne a “adempiere rapidamente alle prescrizioni”.

Già, perché da sempre la società si vanta di “massima attenzione” alla pulizia, con controlli bisettimanali, investimenti faraonici e una collaborazione con Grandi Stazioni che dovrebbe far tremare di paura qualunque scarafaggio. Peccato che le 17 attività sospese su 27 ispezionate raccontino una storia diversa, con solo 4 esercizi addirittura in regola. Che sollievo, vero?

L’atmosfera oggi al Mercato Centrale è quella di un luogo quasi spettrale, con molti di quei locali un tempo modello di gastronomia chiusi come se avessero preso paura. Lo scenario non è certo quello di una boutique del cibo di qualità e cultura, come la mitica visione del fondatore Umberto Montano che, a dicembre 2021, inaugurò questo tempio del gusto su due piani e 4500 metri quadrati di ambizioni culinarie. Tra le star presenti spiccano nomi di grido come Joe Bastianich, Davide Longoni — il panettiere famoso — e pasticceria Martesana. Magari un tempo ci si poteva anche sedere e apprezzare cibo e cultura; ora però è un gioco al massacro tra blatte e decreti di sospensione.

Un sogno infranto tra scarafaggi e scuse di circostanza

Il bello è che questo gigantesco bazar alimentare si è trasformato in pochi anni da un’idea brillante a un incubo igienico. Le attività sottoposte al controllo? Ristoranti, bar, pizzerie e pasticcerie, tanto per citare solo alcune categorie coinvolte. Il verdetto? Molti scarafaggi, vivi e morti, spiaccicati, nascosti nei posti più impensabili: depositi, spogliatoi, aree comuni. Insomma, non un’eccezione, bensì una vera e propria invasione.

L’Ats non ha esitato nel puntare il dito: la causa principale di questo disastro non è un attacco invasivo da parte degli insetti, ma “gravi carenze nella pulizia e nella manutenzione.” E mica solo nei singoli negozietti, ma nell’intero edificio. Così, oltre alle attività sospese, altre sei hanno preso l’imperativo categorico di mettersi in regola con normative igienico-sanitarie che evidentemente qualcuno ha deciso di ignorare con una nonchalance da manuale.

Tra il fasto della Stazione Centrale e la realtà sporca di via Sammartini

Non sarebbe stato forse il caso di fare un check un po’ più frequente invece di glissare sulla manutenzione? Dopotutto, si parla di uno spazio frequentato da oltre 15mila persone al giorno — un vero business da 21 milioni di euro — dove i negozianti corrispondono una commissione in base al fatturato, più che sufficiente a garantirsi almeno una pulizia decente. Eppure, qualcosa evidentemente non ha funzionato.

La realtà racconta un altro film: un’area che doveva essere un fiore all’occhiello della modernità milanese, un crocevia di cibo e cultura, si è trasformata in un manifesto della trascuratezza. E adesso, dopo questa sonora batosta, il Mercato Centrale deve fare i conti con un reset che va oltre la semplice scopa e il detergente. Solo che, chi ha fatto entrare gli scarafaggi nemmeno ha fatto una piega, segno che la situazione era più che nota a tutti.

Chissà se nel prossimo controllo, la prossima volta, il Mercato Centrale riuscirà a riportare almeno una falena in meno. O se ci ritroveremo di nuovo a sventolare bandiera bianca tra finti impegni e scuse più vuote di un sacchetto per le briciole lasciate in giro dai clienti ignari.

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