Bitcoin affonda ai livelli più bassi da febbraio e tutti fingono che vada tutto bene

Bitcoin affonda ai livelli più bassi da febbraio e tutti fingono che vada tutto bene

Una vera cascata di vendite travolge Bitcoin, la regina delle criptovalute, che scende sotto quota 67.000 dollari come se fosse una passeggiata nel parco. Quel mercoledì 3 giugno, ha persino toccato un ritmo da scendiletto, calando fino a 65.385 dollari, proprio mentre Nasdaq, S&P 500 e Nikkei 255 si festeggiavano nuovi record, ignari della crisi teneramente in corso nel Golfo Persico. Ma chi se ne importa, no? Gli azionisti sembrano preferire un giro sulle montagne russe delle borse, lasciando Bitcoin a prendere un po’ di sole sotto il livello. Dopo tre sedute in cui ha perso quasi il 10%, il segnale sembra chiaro: il breve termine per Bitcoin è più scuro del caffè di un lunedì mattina. Stesso discorso per Ethereum, anche se lei piange più piano.

I principali indicatori tecnici – come Macd, Parabolic SaR e Vortex – hanno già preso posizione short, aggrappandosi disperatamente alla speranza che l’iper-venduto possa arginare la caduta o almeno far passare una fase sideways di consolazione. Ma si sa, non si vive di soli sogni in borsa.

Motivi dietro la fuga

Prima di aspettarsi una risalita degna di nota, ci sarà bisogno, in modo teatralmente inevitabile, di una fase di riaccumulo. Secondo Quantum Capital Partners (Qcp), gli investitori stanno giocando a nascondino con Bitcoin, ritirando la loro liquidità da lì per puntarla su mercati azionari o su qualche ben più appetibile IPO. Che novità! Ora gli occhi sono puntati su stelle nascenti come OpenAI, SpaceX e Anthropic. Dimenticate la rivoluzione criptovalutaria, è tempo di sognare razzi e intelligenze artificiali.

Jonathan Krinsky, guru tecnico di Btig, non si fa certo illusioni da baraccone: per lui Bitcoin “deve rimanere attorno ai 65.000 dollari”. Un confine mitologico, una specie di “ultimo baluardo” che se dovesse cadere aprirebbe le porte all’inferno, o meglio a una discesa verso i 60.000 dollari. La tragedia annunciata, insomma.

Qcp, sempre pronto a confermare le apocalissi previste, parla di un primo supporto tra 63.000 e 64.000 dollari. Se questo dovesse crollare, il folle viaggio potrebbe continuare verso quota 62.000 dollaroni, fino al fatidico livello psicologico di 60.000 dollari, e forse ancora più giù, ai minimi del ciclo corrente. Per qualcuno, questi numeri potrebbero suonare come apocalisse, mentre per gli altri è solo la solita “correzione temporanea”.

Se vi stanno mancando i fasti di agosto scorso, con quel record da capogiro oltre 120.000 dollari, tranquilli: sono solo ricordi sbiaditi e lontani, come le promesse di una dieta post-festeggiamento. Nel frattempo, pesa pure la vendita di Bitcoin da parte di Strategy, il più grande detentore aziendale di criptovalute, che a fine maggio ha disfatto il suo tesoretto a una media poco sopra i 77.000 dollari, incassando la miseria di 2,5 milioni. Pochissimo, penserete? Sono solo lo 0,004% del totale. Ma attenzione, questa è la prima volta che si vedono mosse simili dal 2022 ad oggi, un segnalo mica da poco nella danza delle criptovalute.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!