L’icona della televisione americana degli anni ’90, meglio conosciuta come Bill Cosby, si è trasformata nel peggiore incubo giudiziario. Sì, proprio lui, il padre affettuoso e sorridente della sitcom I Robinson, è stato condannato da un tribunale civile di Los Angeles a sborsare la bellezza di 19,25 milioni di dollari per un abuso sessuale risalente al lontano 1972.
La vittima? Donna Motsinger, allora cameriera in un ristorante di Sausalito, nella pittoresca baia di San Francisco. Che gentile da parte sua accettare di assistere a uno spettacolo di Cosby, salvo trovarsi poi drogata e violentata da quell’idolo del piccolo schermo.
Con la saggezza che solo mezzo secolo di attesa può donare, Donna Motsinger ha commentato fresca fresca all’uscita dall’aula di Santa Monica:
“Ci sono voluti 54 anni per ottenere giustizia e so che non è completa, ma spero possa aiutare un po’ anche le altre donne.”
Nel frattempo, Bill Cosby, oggi 88enne, ha fatto il percorso dell’eroe al contrario. Da comico adorato da milioni a simbolo involontario del movimento #MeToo, travolto da decine di denunce di molestie e abusi. La ciliegina sulla torta? L’unica condanna penale per violenza sessuale è stata inspiegabilmente annullata nel 2021 per “motivi procedurali”, nonostante l’ex stella abbia scontato ben tre anni di una pena complessiva di dieci in un carcere di massima sicurezza a Filadelfia.
Per la cronaca, la sua avvocata nel procedimento civile, Jennifer Bonjean, non si è lasciata scoraggiare e ha già annunciato il ricorso. Per la gioia di Cosby, in California c’è il piccolo dettaglio che i reati di violenza sessuale in sede civile non vanno mai in prescrizione. Una fortuna, o una macabra beffa? Dipende da che parte della barricata vi trovate.



