Berrettini risveglia lo Sporting tra sudore e lamentele mentre si frega WImbledon dopo l’ennesimo infortunio

Berrettini risveglia lo Sporting tra sudore e lamentele mentre si frega WImbledon dopo l’ennesimo infortunio

Una decina di giorni fa, il momento clou: i quarti di finale del glorioso Roland Garros. Un risultato di tutto rispetto, rovinato però dalla sfortuna più classica: un infortunio durante il match contro Arnaldi, che poteva tranquillamente catapultare Matteo Berrettini in semifinale. Niente di grave, o almeno così si sperava. Prevedibilmente, dopo la contorsione sportiva, è seguito il rituale dei controlli medici e il successivo bollettino social di consolazione. Lunedì scorso la sua rassicurazione da manuale: «Gli esami degli ultimi due giorni non hanno rilevato nulla di serio! Già lavoro sodo per tornare a Wimbledon nella miglior forma possibile».

Le promesse vanno sempre mantenute, quindi ecco Berrettini a Torino, al Circolo della Stampa Sporting, il nuovo santuario per la rinascita agonistica. Visite mediche al JMedical – non certo una novità per lui – e poi via in corso Agnelli, dove venerdì e ieri si è cimentato tra palestra e campi veloci del Training Center. I palcoscenici d’elite, scelti dagli otto migliori tennisti mondiali durante le Atp Finals. Un piccolo tour de force che somiglia più a un fugace riconoscersi con la racchetta, tra sudore e nostalgie da campo verde.

Non si esce di scena senza i rituali consueti: fan in delirio, selfie obbligatori e autografi a gogò. Se c’è qualcosa che Matteo sa fare bene, oltre a colpire la pallina, è proprio mantenere quel rapporto da star con la folla, anche se reduce da una sconfitta forzata.

Berrettini ha voluto condividere la sua “poesia dolorosa”: «In queste due settimane, specialmente dopo l’addio forzato a Parigi, ho ricevuto una valanga di affetto e sostegno. Mi sento davvero un privilegiato ad avere accanto una famiglia, una squadra, amici e tifosi così incredibili».

Wimbledon 2026: il miraggio dopo la convalescenza

Già puntato il mirino sul prossimo gioiello nel calendario: Wimbledon. Il torneo che ogni tennista sogna, la passerella più scintillante della stagione. Il 29 giugno è la data cerchiata col pennarello rosso, magari senza altre scuse da infortunio o drammi assortiti lungo il cammino. Ricordiamo che proprio sull’erba londinese, l’anno scorso, Berrettini raggiunse una finale quasi leggendaria, a un passo dall’incoronazione prima di subire la mazzata da Djokovic in quattro set. Eh sì, il numero uno nel rimandare i sogni non è secondo a nessuno.

Nel frattempo, il presidente della Federtennis, Angelo Binaghi, ha annunciato che chiederà una wildcard per Matteo, quel lasciapassare che permette di accedere al torneo senza passare dalle faticose qualificazioni. Nonostante l’exploit parigino lo abbia riportato tra i primi 50 al ranking mondiale, il nostro eroe si trova stranamente fuori dal tabellone principale. Tutto per colpa di quella piccola, innocua formalità chiamata entry list, definita sei settimane prima del torneo, quando il nostro era ancora al numero 107 della classifica ATP.

Ora, con la salute recuperata e gli allenamenti ripresi, non resta che aspettare e incrociare le dita, nella speranza che tra burocrazia tennistica e sfortuna non spunti un altro inciampo lungo il cammino verso quello che, forse, potrebbe ancora essere il suo palcoscenico più luminoso.

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