Confeuro ha appena scoperto che il Governo ha stanziato un modesto totale di poco più di un miliardo di euro, di cui 400 milioni per l’agricoltura, per tamponare i danni causati dalla temibile tempesta Harry. Evviva l’efficienza e soprattutto la rapidità! Un vero trionfo di solidarietà finanziaria nei confronti delle aziende agricole “duramente provate” dal maltempo, finalmente una luce in fondo al tunnel burocratico.
Certo, tutti a braccia conserte a sperare che l’iter amministrativo sia finalmente “snello, chiaro e trasparente”, così da garantire che i soldi non si perdano tra scartoffie e uffici, ma arrivino veloci come un lampo proprio alle imprese che stanno sprofondando nel fango. Solo allora, dicono, la ripresa sarà a portata di mano, come per magia. Magari bastasse un decreto per ricostruire pascoli e serre abbattuti con un colpo di bacchetta.
Ma attenzione, non è tutto! La grande visione di Confeuro è quella di un “sistema semiautomatico” per l’erogazione dei ristori. Perché, si sa, le catastrofi naturali sono diventate la nuova normalità, una compagnia fissa nelle nostre giornate, e quindi niente più tempi lunghi né moduli da compilare: click, click, via l’indennizzo! Una sorpresa che ricorda tanto l’efficienza di alcuni servizi pubblici già esistenti, con l’aggiunta di qualche trucco per combattere l’inevitabile caos italico.
Ovviamente non basta mettere una toppa ogni volta che il cielo decide di scaricare il suo umore su di noi. La vera ricetta è una programmazione strutturale e continuativa—ma mica un’aggiustatina a caso, eh! Parliamo della messa in sicurezza contro il dissesto idrogeologico, un tema che dovrebbe far tremare poltrone più alte e più lunghe della nostra penisola. E non si limita al nostro amato Italia, perché questa pioggia incessante di problemi meteorologici è pane quotidiano per tutto il continente.
Per non parlare del cambiamento climatico, la star dei talk show ambientali, che impone una risposta globale—con tanto di “lavoro sinergico” tra Unione Europea e Stati membri. Tradotto: servono fondi, strategie comuni e magari qualche riunione in più per discutere come salvare il settore agricolo, vero e proprio baluardo economico e sociale dei nostri territori. Insomma, bisogna chiudere il cerchio tra ristori urgenti e piani a lungo termine, possibilmente senza perdere troppo tempo in chiacchiere.
Lo ha detto, con tutta la serietà del caso, Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro – Confederazione Agricoltori Europei, che con un tono tra il solenne e il rassegnato ci ricorda quanto sia “non più rinviabile” mettere mano a questo problema, un po’ come quel parente scomodo che tutti rimandano alla prossima riunione di famiglia.



