Finalmente ci siamo, manca pochissimo alla ventiquattresima edizione della tanto attesa Wizz Air Milano Marathon. Il 12 aprile 2026, i corridori si troveranno davanti a una maratona che promette di essere rivoluzionaria (o almeno così vogliono farci credere). Addio percorso ad anello: si partirà da corso Sempione, proprio di fronte all’Arco della Pace – perché nulla dice “inizio epico” come un monumento ottocentesco – e si arriverà fino alla sacra piazza Duomo, ovvero il centro nevralgico delle infinite lotte cittadine tra chi vuole la città viva e chi invece la vorrebbe deserta come un deserto lusso.
Chi ha deciso di rivoluzionare il tracciato giura che il nuovo percorso renderà la gara più veloce, specialmente nei primi 13 chilometri. Attenzione però: più veloce per chi? Per i top runner o per quelli che si sono iscritti pensando di fare una semplice passeggiata? Ah, misteri dello sport. In ogni caso, pare che la partenza sarà gestita in modo più “semplice”, perché non c’è niente di più stimolante per un corridore che partecipare a una staffetta perfettamente organizzata. Lungo il percorso, non mancheranno i ben 51 punti di animazione con musica e dj set: praticamente un party che accompagna ogni chilometro. Come se correre 42 chilometri non fosse già un dolore sufficiente, ci penserà la colonna sonora a tenerci compagnia.
Con oltre 40mila partecipanti, tra maratoneti singoli, staffettisti, famiglie e appassionati incalliti, questa iniezione di allegria forzata promette di trasformare le strade di Milano in una specie di Carnevale foce.
Il Percorso Che Cambia Tutto (O Forse No)
Partiremo allora dalla maestosa cornice di corso Sempione, proprio sotto l’Arco della Pace. Da lì, i runner si avventureranno verso l’area monumentale, passando per la pochettino sopravvalutata piazza Gae Aulenti e il famigerato Bosco Verticale, quel polmone d’asfalto tanto amato dagli hipster in cerca di selfie ecosostenibili. La maratona prosegue poi verso est, affiancando i bastioni di Porta Venezia e via Maino, fino a scendere verso Porta Romana. In questa prima porzione, il percorso abbraccia le zone più ricche di storia e cemento, passando vicino ai giardini Montanelli (il parco in cui si incrociano pensionati, runner motivati e turisti stranieri che non capiscono perché perdiamo così tanto tempo al semaforo).
Poi, come in un film d’azione di bassa lega, si cambia ambientazione. Dopo aver attraversato le leggende metropolitane della Darsena e di Porta Genova, gli atleti saranno catapultati verso Piazzale Cadorna, per poi dirigersi verso la periferia occidentale di Milano, sicuramente il posto più glamour per correre – almeno così dicono. Il tracciato serpenteggerà tra via Washington e piazza Buonarroti entrando nel quartiere di CityLife, per poi farsi largo tra i grandi spazi verdi della città. Attenzione ai passaggi nel parco di Trenno e del Portello, dove potete ammirare lo splendido connubio tra natura e rumorosi cantieri.
In questa sezione di “paesaggi mimetici”, i protagonisti sfioreranno il monte Stella, l’ippodromo di San Siro e persino lo storico stadio Giuseppe Meazza, dove si spera che la corsa sia meno drammatica delle ultime partite.
L’arrivo Da Sogno, O Quasi
Dopo aver regalato agli atleti un tour completo e variopinto della zona ovest, il percorso torna verso il centro storico di Milano. Attraverso viale Certosa e corso Sempione in senso inverso rispetto alla partenza, i corridori sfioreranno il Castello Sforzesco e l’arena civica, quei simboli che ricordano ai milanesi che, almeno per oggi, lo sport può unire più del traffico quotidiano.
L’apoteosi finale è un trionfo di moda e mondanità: si varcheranno le soglie di via Montenapoleone e piazza San Babila, per concludere, finalmente, in piazza Duomo. Qui la fatica si trasforma in gloria, mentre la folla si accalca per applaudire i più o meno eroi della giornata. Nel frattempo, gli organizzatori, così attenti, hanno sistemato punti di ristoro e aree cambio staffetta, posizionati strategicamente vicino alle fermate della metropolitana – perché correre forte è importante, ma rallentare per una pausa caffè lo è ancora di più.
La UniCredit Relay Marathon: La Staffetta Solidale Che Fa Bene All’Ego
Se pensavate di essere lasciati soli nella sofferenza, vi sbagliate di grosso. In contemporanea con la maratona principale, si svolgerà la UniCredit Relay Marathon, una staffetta che dovrebbe coinvolgere ben 16mila persone suddivise in 4mila super squadre. Il tutto a beneficio di un progetto di beneficenza che, ironia della sorte, gestisce ben 140 associazioni coordinate da una piattaforma chiamata Rete del Dono – perché a Milano ora la solidarietà si gestisce con app digitali, ovviamente.
L’obiettivo? Raccogliere fondi con la mira ambiziosa di superare i due milioni di euro, un aumento tutto sommato modesto rispetto agli 1,8 milioni del 2025. Prevedete un applauso per la crescita del 10%? Meglio di niente.
Charity Program: Lo Sport Che Salva Il Mondo, O Almeno Ci Prova
Al cuore “solidale” della maratona troviamo il Charity Program, una di quelle iniziative che dal 2012 combina sport e impegno sociale, coinvolgendo migliaia di runner, aziende e organizzazioni no profit. Non è proprio il Circo Massimo, ma aiuta a lenire la coscienza di tutti: correre per una charity significa supportare una delle 154 organizzazioni iscritte al programma e contribuire a costruire un mondo sensibilmente meno cinico.
Dal 2012 a oggi, sembrano essere stati raccolti qualcosa come 7,5 milioni di euro. Solo nel 2025, le donazioni hanno superato la bella (e rotonda) cifra di 1.800.000 euro. Un successo o un modesto compromesso tra buona volontà e marketing? Decidetelo voi.
Quest’anno, per esempio, parteciperà anche la società di consulenza WeUnit per sostenere le battaglie di WeWorld, un’organizzazione che da mezzo secolo lotta per i diritti inalienabili di donne e bambini. Giusto per non dimenticare che la maratona è anche uno spettacolo di coscienza – molto instagrammabile, per altro.



