Bartolozzi scatenato: la magistratura? Un plotone d’esecuzione da eliminare con un semplice sì, grazie

Bartolozzi scatenato: la magistratura? Un plotone d’esecuzione da eliminare con un semplice sì, grazie

«Votate Sì e ci liberiamo di quella fastidiosa magistratura, che è pilotata… sono plotoni di esecuzione. Plotoni di esecuzione». Ecco la perla pronunciata dal capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, durante una chiacchierata amichevole presso l’emittente siciliana Telecolor. La sua definizione di magistratura arriva al culmine di un botta e risposta a distanza con la senatrice Ilaria Cucchi, che le aveva semplicemente chiesto perché l’interesse governativo fosse così ossessivamente rivolto al processo penale, mentre le maggiori falle si trovano altrove, nel civile.

«Il penale ammazza le persone, distrugge reputazioni, fa a pezzi le famiglie – ha risposto la Bartolozzi – e magari dopo 15 anni qualcun altro sbatte la sentenza sul tavolo dicendo che il fatto non sussiste. Nel frattempo però, nel penale, la vita delle persone è da carnefice». Una riflessione da Oscar, se non fosse che poi la conversazione si spinge nel regno del comico tragico, con la magistratura ridotta a un esercito di boia da eliminare.

Ovviamente, dopo lo scivolone mediatico e la bufera politica, la nostra eroina ha provato a metterci una pezza: «Ho partecipato a un’ora e mezza di trasmissione e da subito ho sottolineato che la riforma è fatta a favore della magistratura, per recuperare quella scintilla di credibilità che ormai si è persa. E ho ribadito che la maggior parte dei magistrati sono professionisti impeccabili, che lavorano nell’ombra e senza cercare riflettori. Solo una piccola fazione, quella correntizzata, governa il sistema». Tradotto: io taccio la maggior parte degli onesti, per colpire quella sparuta manciata che ci fa perdere la faccia, ma vogliamo mandare a casa tutti lo stesso.

Le reazioni? Ovviamente non mancano

Le dichiarazioni di Giusi Bartolozzi, magistrata e capo di gabinetto al ministero della Giustizia, hanno risvegliato un coro di sdegno che manco in una serie tv di denuncia. La deputata Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito Democratico, ha preso la palla al balzo per ribadire la gravità delle parole: «Dire pubblicamente che ‘se vince il No scapperò da questo Paese’ perché si è sottoposti a un’indagine è un messaggio inaccettabile, soprattutto per chi ricopre un ruolo istituzionale così delicato. Se non si ha più fiducia nella giustizia, invece di minacciare la fuga bisogna dimettersi. Un capo di gabinetto che dà evidenti segni di sfiducia nella giustizia nazionale è semplicemente inadatto al proprio ruolo.»

Nicola Fratoianni, dal suo pezzo di social network, non si è certo risparmiato: «Quando il responsabile del gabinetto del ministro della Giustizia arriva a dire che col Sì si elimina la magistratura, beh, si supera ogni limite della decenza. Una persona con un incarico tanto delicato che si esprime così dovrebbe andarsene immediatamente, e se non lo fa, dovremmo aspettare che il ministro Nordio la licenzi sul campo.»

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