Bambino di Belluno cacciato dal bus per il biglietto sbagliato? Grande! Ora lo invitano pure alla cerimonia olimpica, perché tanto la logica è un optional

Bambino di Belluno cacciato dal bus per il biglietto sbagliato? Grande! Ora lo invitano pure alla cerimonia olimpica, perché tanto la logica è un optional

Che gioioso capitolo della nostra epoca sensibile e politicamente corretta: un bambino del Bellunese, lasciato giù dal bus sotto una nevicata perché senza biglietto valido, ora avrà l’onore di sfilare nella Cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano Cortina. Certo, cosa c’è di più edificante e simbolico di un ragazzino umiliato in pubblico trasformato in mascotte olimpica per un giorno? Applausi a scena aperta per la Fondazione che ha pensato bene di offrire questa “consolazione” alla famiglia.

La famiglia, ovviamente, ha accettato “con entusiasmo” questa opportunità di riscatto mediatico, come se partecipare a un grande evento potesse cancellare il trauma di essere stato abbandonato a sei chilometri da casa. Un applauso a entrambi per la recita perfetta.

L’autista distratto e la tariffa da favola

Nel frattempo, la compagnia di trasporti Dolomiti Bus ha deciso che era il caso di indagare su cosa diavolo sia successo, come se fosse un mistero irrisolvibile. L’autista in questione, che ha scaricato il piccolo viaggiatore in una bufera, ha confessato a Il Gazzettino un sincero rimorso. Ma non prima di puntualizzare che a mente fredda si accorge del “suo errore”. Complimenti per l’ammissione, meglio tardi che mai!

Lasciatemi capire: un bimbo di 11 anni, con un biglietto – anche se “vecchio” e non aggiornato alla nuova tariffa –, viene buttato giù dal bus in mezzo alla neve perché il signor autista è intransigente sulla puntualità tariffaria. Ma attenzione, non si tratta di poche briciole: da quando? Dal 23 gennaio scorso, infatti, sulla linea Calalzo-Cortina è entrata in vigore una tariffa speciale da capogiro, passando da soli 2,50 euro a ben 10 euro per tragitto, giustificata dal “potenziamento del servizio” in vista dei giochi olimpici. Peccato che il ragazzino avesse semplicemente un biglietto acquistato precedentemente e quindi sei chilometri a piedi, tra neve e freddo, erano il suo premio invernale.

Dunque, signori, quando si tratta di rispettare le regole e far quadrare i conti – chi se ne frega di un bambino impaurito, è pur sempre una questione di bilancio e tariffe da olimpiadi. Il mondo dello sport e dell’evento illuminato incontra la dura realtà dei trasporti pubblici: un perfetto connubio tra umanità a pezzi e gestione amministrativa da paura.

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