Il colosso tedesco del software SAP si è lasciato andare a un autentico tuffo verticale giovedì, con il titolo che ha perso fino all’11%. Il motivo? Una crescita del portafoglio contratti cloud per il quarto trimestre appena… “meno brillante del previsto”. Una notizia che ha mandato in fibrillazione i mercati come se fosse scoppiato l’ennesimo scandalo finanziario. Da quando? Dal lontano ottobre 2020, quando le azioni erano crollate del 22% dopo risultati del terzo trimestre che avevano fatto impallidire anche i più ottimisti.
Non contenti, gli investitori hanno mandato giù a fatica un altro boccone amaro: le azioni stanno per chiudere a un prezzo che non si vedeva dai primi mesi di quest’anno, un vero e proprio tuffo nel baratro borsistico. Al momento, le contrattazioni segnano un pesante -9,7%. Una giornata da dimenticare, se possibile.
Espandendo il concetto tecnico, il portafoglio contratti cloud attuale di SAP ha avuto un incremento del 16% nel quarto trimestre, raggiungendo quota 21,1 miliardi di euro (circa 25,3 miliardi di dollari). Un numero enorme, vero? Eppure, secondo gli analisti della UBS, questa performance sarebbe una “delusione” rispetto alle aspettative stravaganti di una crescita del 26%. Insomma, anche nel tech, la perfezione è un ingrediente raro.
SAP ha cercato di dare un minimo di spiegazione: “Grandi contratti trasformativi con rapide crescite del fatturato cloud nei prossimi anni e clausole di rescissione obbligate per legge hanno impattato negativamente la crescita del portafoglio cloud a valuta costante nel quarto trimestre, per circa un punto percentuale”. Ovvero, non tutto è colpa dei mercati, ma anche delle leggi che mettono i bastoni tra le ruote.
Christian Klein, il CEO di SAP, ha provato a gettare un po’ di ottimismo nel caos, affermando che il portafoglio contratti cloud del trimestre ha posato una “solida base” per accelerare la crescita dei ricavi fino al 2027. Tradotto: guardate oltre il disastro odierno, la calma dopo la tempesta, o almeno così dicono.
Peccato che, come ciliegina sulla torta, SAP abbia previsto anche un “leggero rallentamento” della crescita del portafoglio contratti cloud nel 2026. Un anticipo da manuale di come coltivare aspettative moderate per poi magari sorprendere in negativo.
In sintesi, il gigante teutonico sembra avviarsi verso anni di “solida crescita” che comunque potrebbe diventare più lenta e meno entusiasmante di quanto gli azionisti sperassero. Nel frattempo, chi ha comprato azioni negli ultimi mesi starà pensando di aver acquistato un biglietto per una giostra impazzita, senza garanzie di tornare alla stazione di partenza.



