Azioni Novo Nordisk in caduta libera: il miracoloso dimagrante non sconfigge Eli Lilly

Azioni Novo Nordisk in caduta libera: il miracoloso dimagrante non sconfigge Eli Lilly

Un applauso alla genialità del Novo Nordisk, che finalmente ci regala un’altra delusione da manuale. Le sue azioni sono crollate del 13% in un solo lunedì dopo che, udite udite, il loro farmaco dimagrante di nuova generazione non ha neanche lontanamente raggiunto l’obiettivo principale: dimostrare di non essere inferiore al rivale di Eli Lilly. Che novità!

Il farmaco tanto atteso, CagriSema, non ha convinto nessuno a distanza di 84 settimane, non riuscendo neppure a pareggiare i risultati di tirzepatide, il protagonista dei successi colossali di Lilly con i suoi Mounjaro e Zepbound. Questi ultimi hanno tranquillamente superato semaglutide, aka l’arma storica di Novo venduta come Ozempic e Wegovy. La Borsa di Copenaghen ha espresso tutto il suo entusiasmo: un sontuoso -12,9%, toccando i minimi mai visti dal luglio 2021. Nel frattempo, Eli Lilly brinda con un +3,5% pre-mercato, segno che i mercati sanno chi premiare.

Per i più curiosi sul perché del tonfo, basta dare uno sguardo ai numeri: chi ha preso 2,4 mg di CagriSema ha perso il 23% del peso dopo più di un anno e mezzo, mentre con la dose da 15 mg di tirzepatide si arriva al 25,5%. Roba da far spuntare una lacrima a chi sogna il miracolo dimagrante. Naturalmente, Novo – fedele al suo ruolo di ottimista incorreggibile – si è subito lanciata a esplorare nuove sperimentazioni, magari con dosi più alte o combinazioni diverse. Dopotutto, il farmaco è una miscela di semaglutide e cagrilintide, quest’ultimo un ormone pancreatico che vuole giocare a influenzare l’appetito.

Martin Holst Lange, l’ex Guru Scientifico di turno, non ha perso occasione per spargere un po’ di ottimismo da manuale:

“CagriSema potrebbe essere il primo prodotto combinato GLP-1/amylin a sbarcare sul mercato per le persone con obesità, dimostrando che il cagrilintide aggiunge benefici clinicamente rilevanti alla semaglutide, con effetti dimagranti additivi superiori a quelli osservati con la sola biologia GLP-1.”

Che poesia, quasi da premio Nobel. Peccato che la realtà dei fatti non sia una favola e che i numeri parlino chiarissimo: un’ennesima batosta contro un farmaco che è già sul mercato e stravince. E non è un caso che, dopo aver perso quasi la metà del proprio valore nel 2025, la società ora preveda un calo tra il 5% e il 13% per vendite e profitti nel 2026. La colpa? La solita combinazione dei drammi moderni: concorrenza spietata, prezzi in ribasso negli Stati Uniti e la perdita dell’esclusiva per Wegovy e Ozempic in alcune aree.

Mike Doustdar, Amministratore Delegato e maestro della profezia autocritica, ha detta in un’intervista a CNBC:

“La gente deve aspettarsi che i risultati peggiorino prima di migliorare.”

Una dichiarazione che suona come un invito a munirsi di pazienza… o a prepararsi a un’altra stagione di montagne russe finanziarie. Insomma, il panorama farmaceutico non è certo un palco fatato, ma uno scontro all’ultimo dimezzamento di quote e speranze. E mentre Novo Nordisk rincorre sogni di gloria, il resto del mondo rimane a godersi lo spettacolo della disfatta, rigorosamente in prima fila.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!