Gli investitori sembrano aver deciso di volare troppo vicino al sole, troppo ottimisti per notare i rischi di caduta che puntellano sia i mercati azionari sia quelli del credito. Secondo un analista della Bank of America, la situazione è così rosea che alcune mosse difensive vengono praticamente offerte su un vassoio d’argento. Se non fosse tragico, sarebbe esilarante osservare come l’ignaviaarle degli operatori stia raggiungendo livelli da Guinness.
Durante un’intervista a “Squawk Box Europe”, Sebastian Raedler, capo della strategia azionaria europea al banco, ha espresso un disarmante realismo: il 97% dei clienti si aspetta che i mercati salgano ancora da qui a un anno, mentre il livello di liquidità detenuta dagli investitori è sceso a picchi storicamente bassi. Come se non bastasse, la percentuale di chi si copre contro il ribasso ha raggiunto un minimo decennale. In sostanza, tutti sono a corto di prudenza e lunghi di illusione.
Ecco la chicca: gli investitori sono così abbindolati dal panorama macroeconomico “straordinariamente positivo”, dai dati “incredibilmente forti” e dagli stimoli fiscali “miracolosi” negli Stati Uniti e in Germania da bollare come “irrilevanti” i rischi al ribasso. Raedler osserva che la crescita occupazionale trimestrale negli USA è negativa – storicamente, ogni volta che è accaduto, è stato un segnale pessimo per i mercati azionari –, ma niente, tutti convinti che “rimbalzerà e andrà tutto bene”. Un ottimismo da manuale dell’autosuggestione.
Un vassoio d’argento chiamato “azioni di qualità europee”
Entrando nel succo delle strategie difensive, Raedler punta il dito su quel gioiello semisconosciuto chiamato azioni di qualità europee, quelle con bilanci solidi, alti ritorni sul capitale e volatilità degli utili bassa. E indovinate? Questi titoli sono quasi a livelli minimi da 10 anni, trattati a sconti da record rispetto al mercato. Sorprendentemente, questo investimento d’élite resta misteriosamente ignorato da chi dovrebbe invece salirci a bordo subito.
Il riferimento al MSCI Quality Index è inevitabile: un paniere che comprende nomi altisonanti come Novartis, Roche, AstraZeneca, Unilever e Nestlé. Se poi qualcuno pensava di missare questa occasione, Raedler lo rassicura: “È stato completamente buttato alle ortiche… ve lo stanno praticamente servendo su un piatto d’argento”.
Consumer staples? C’è ancora qualcuno che li snobba!
La seconda scommessa da manuale è sugli “staples” globali, quei produttori di cibo e bevande che, a dispetto di qualche problema idiosincratico, restano il rifugio apparentemente più sicuro. La rivoluzione degli integratori dimagranti GLP-1 ha messo a dura prova la domanda di alcolici e zucchero, ma l’idea di entrare qui prima che tutti fiocinino verso questi titoli è un’opportunità. Infatti, i premi per il rischio sono fermi su livelli minimi da tempo immemore.
Raedler non si fa pregare: se credete che i rischi siano più alti di quanto il mercato voglia ammettere, finora questo è il posto meno battuto e a valutazioni ultra vantaggiose. Sì, nessuno guarda, sembra quasi un segreto ben custodito… ma shh, non ditelo a tutti!
Troppo bello per essere vero (e forse lo è)
E se pensate che queste azioni siano in forma smagliante, ebbene, sono scese del 30% negli ultimi tre anni rispetto al mercato, a livelli minimi da due decenni rispetto ai loro peer. Quel che è più sconcertante è come questi titoli si muovano “fedelmente” in sintonia con gli spread del credito, in particolare quelli high yield, che sono solo 20 punti base sopra i minimi record del 2007.
Tradotto dal linguaggio finanziario, significa che sia i mercati del credito che quelli azionari sembrano ignorare ogni ominoso campanello d’allarme. La scommessa attuale è che questa volta sarà davvero tutto diverso dalla storia passata. Per fare un parallelo poetico, è come sperare che l’ambulanza sia un’auto sportiva soltanto perché oggi il motore fa un rumore più dolce.
Raedler non si risparmia nemmeno sulla tematica delle valutazioni tecnologiche, definite da previsioni di crescita degli utili a doppia cifra “ogni singolo anno per i prossimi cinque anni”, partendo addirittura da margini e utili già al massimo. Storicamente, simili crescite si sono viste solo partendo da livelli depressi e uscendo da recessioni.
Afonda il colpo:
Sebastian Raedler said:
“Il mercato sta dicendo che i prossimi 12-24 mesi saranno qualcosa di mai visto prima. Io dico che la storia ci insegna qualcosa. Siamo sempre più ottimisti quando siamo al top. Questo è troppo bello per essere vero.”
In conclusione, siamo di fronte a un contesto dove l’ottimismo spinto al parossismo richiede un esercito di ingenuo cieco. Eppure, qualcuno ci invita ancora a osservare la realtà con sguardo critico: magari, proprio il mercato sta dicendo una cosa che vale la pena ascoltare, anche se fa un po’ sognare (cattivi sogni, peraltro).



