Aviaria in Lombardia primo caso europeo e il ministero si preoccupa solo di trattare con l’estero

Aviaria in Lombardia primo caso europeo e il ministero si preoccupa solo di trattare con l’estero

Alla faccia dell’assenza di sorprese! La Regione Lombardia si fregia dell’identificazione di un brillante caso di infezione da virus influenzale A(H9N2), alias “aviaria” di bassa pericolosità, in un povero malcapitato con la sfortuna di avere già qualche problema di salute e di provenire chissà da quale angolo sperduto extraeuropeo del mondo. Ovviamente, il soggetto è attualmente ricoverato, ma tranquilli, si tratta di un episodio davvero eccezionale, visto che è il primo in Europa con questa particolare variante umana. Come se non bastasse, a gentilmente informarci è il solito affidabilissimo ministero della Salute.

Un vero scoop, no? Il famoso ceppo H9N2, noto soprattutto negli allevamenti, fa il suo esordio tra gli umani giusto qui, e si potrebbe quasi dire che finalmente l’Europa entra nel club “aviaria edition”. Apoteosi di una situazione che ovviamente ci riempie di gioia e ottimismo.

Il caso in questione

Secondo la precisa e scientifica nota del ministero, il contagio si trasmette grazie al contatto diretto con pollame infetto o con quell’ambiente paradisiaco di sporcizia fatto di materiali impregnati di virus. Ma non c’è da allarmarsi troppo, perché i casi umani registrati finora sono caratterizzati da malattie lievi, e – notizia ancora più rassicurante – non è mai stata documentata la temuta trasmissione da persona a persona. Insomma, un fastidio quasi trascurabile nella solita routine pandemica che ci accompagna da qualche anno.

Naturalmente, tutte le pratiche di controllo sono state svolte con la solita efficienza, i contatti del paziente sono stati identificati e messi sotto controllo. Si può stare tranquilli, almeno fino a quando il virus non deciderà di farsi un giro più ampio. Nel frattempo, un applauso al Ministero della Salute che ha subito attivato un coordinamento di prim’ordine con la Regione Lombardia, l’Istituto Superiore di Sanità e tutto il fan club degli esperti di laboratorio nazionale, senza dimenticare l’aggiornamento degli organismi internazionali, pronti più che mai a perdere qualche notte di sonno.

E, per chiudere in bellezza, ecco l’immancabile rassicurazione finale: “Attualmente non si rilevano criticità e la situazione è costantemente monitorata”. Perché, si sa, niente dice “tranquillità” come respirare quotidianamente il profumo di casi virali rari e bassa patogenicità. Nel frattempo, incrociamo le dita e speriamo che questa sia solo una svista di passaggio e non l’inizio di un nuovo entusiasmante capitolo dell’epidemia globale.

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