Un incidente degno di nota ha trasformato l’autostrada A8 in un raffinato parcheggio tra Busto Arsizio e Origgio, direzione Milano. Così raffinato da regalare ben quattro chilometri di fila, perché una coda di soli due o tre chilometri sarebbe stata troppo banale.
Ovviamente, sul posto non potevano mancare i soliti protagonisti dell’intrattenimento autostradale: i soccorritori del 118 e i valorosi vigili del fuoco di Milano, impegnati nella nobile arte della messa in sicurezza dell’area, perché niente dice “ordiniamo il caos” come un incidente a mezz’ora dall’alba.
L’episodio, cronometrato con la precisione di un orologio svizzero alle 6:45 circa dell’immancabile mercoledì mattina, ha visto coinvolte ben quattro persone. Che stiano bene o meno? Mistero che, ovviamente, viene mantenuto stretto, alimentando la solita suspense da notiziario locale.
Nel frattempo, l’Agenzia regionale emergenza urgenza non ha lesinato risorse spedendo sul campo ben due ambulanze e un’auto medica in codice giallo, perché se un incidente ha quattro coinvolti, il protocollo chiede un dispiegamento di forze degno di un concerto rock.
Il poema epico della coda infinita
Ma il vero spettacolo, il culmine dell’arte dell’ingorgo, è la coda di quattro chilometri segnalata tra Busto Arsizio e Origgio Ovest. Un capolavoro di lentezza da ammirare, soprattutto se accompagnato da una bella playlist di clacson e qualche pensiero amaro sul significato della giornata.
Consigli per i viaggiatori più saggi: se proprio siete diretti a Milano, è preferibile entrare dal bivio A8/A9 Lainate-Chiasso. E se avete l’ardire di arrivare da Varese, fate un giro panoramico uscendo al bivio A8-A36 Pedemontana, così da allungare un po’ il viaggio e, perché no, ammirare la bellezza del traffico rallentato.
Ovviamente, il tempo di percorrenza si è miracolosamente dilatato a 41 minuti, con un regalo extra di 32 minuti da passare ad ammirare il nulla che si muove. Per chi ama le emozioni forti, un vero e proprio invito a rallentare, a riflettere e magari a meditare sul senso della vita… o almeno sul perché mai si debba prendere l’autostrada così presto la mattina.



