Autista del bus Dolomiti si scusa per aver mollato un bimbo in mezzo alla strada, genitori stranamente accontentati e pronti a dimenticare tutto

Autista del bus Dolomiti si scusa per aver mollato un bimbo in mezzo alla strada, genitori stranamente accontentati e pronti a dimenticare tutto

Ah, la magica riconciliazione televisiva, quel momento in cui tutto si sistema con un sorriso e una stretta di mano davanti alle telecamere. Salvatore Russotto, il coraggioso autista che ha deciso di lasciare un bambino di 11 anni a che fare con la neve e il gelo solo perché “sprovvisto di biglietto olimpico”, è ormai un santo perdonato agli occhi del pubblico e, soprattutto, dei suoi illustri “vittime”.

Questa mattina, a Rai 1, tra una chiacchiera e l’altra, Russotto ha avuto la graziosa opportunità di ringraziare il programma e l’intraprendente inviato Alessandro Banchero, senza i quali, probabilmente, l’autista non avrebbe mai potuto conoscere dal vivo l’illustre famiglia Zuccolotto-Vatalaro. Un incontro così intimo che si è svolto rigorosamente “a porte chiuse” – perché nulla dice “giustizia” come privatizzare il confronto in uno studio televisivo.

Durante questa dolce riunione, Russotto ha persino avuto la premura di chiedere scusa – perché, certo, ammettere di aver abbandonato un bambino sotto la neve merita di essere definito un “atto di cortesia”. La reazione dei genitori? Ovviamente magnanima: hanno “compreso la situazione” (probabilmente un modo elegante per dire “abbiamo capito che l’autista aveva una brutta giornata”) e hanno deciso di evitare questa fastidiosa “gogna mediatica” in cui, per qualche strano motivo, un uomo che abbandona un minore dovrebbe ancora essere sottoposto a giudizio pubblico.

Insomma, chiude così un capitolo che poteva sembrare banale ma che invece è stato perfetto esempio di come la realtà e il buon senso televisivo possano convivere: il bambino resta vittima, ma il colpevole ottiene la grazia con il potere condiviso del piccolo schermo. E così, cari spettatori, potete andare tranquillamente avanti con la vostra vita, sicuri che tutto è stato “messo a posto”.

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