Nato da una di quelle idee geniali di Beatriz Lanfredi e Fabrizio Lanfredi (che, giusto per capirci, potete vedere nella foto), AUTdance si presenta come un progetto che vuole fare i fenomeni usando la musica e quell’intramontabile linguaggio universale chiamato danza. L’obiettivo? Inclusione, socialità e partecipazione, mica roba da poco. Una specie di raduno cosmico all’insegna dell’autismo, famiglie, amici e chiunque voglia farsi questa bella scampagnata sociale.
Sabato 6 giugno 2026, dalle 15 alle 18, ci sarà questa adorabile occasione di aggregazione: ingresso gratuito perché tanto spargere la solidarietà a pagamento sarebbe troppo mainstream. In omaggio, un aperitivo analcolico per tutti. Eh sì, perché si sa che l’alcol male si concilia con la tanto osannata sensibilità sensoriale di cui sono protagonisti i partecipanti.
Tra le tante tappezzerie artistiche, spazi calibrati con luci pastello e musica a volume di loquis, tutto pensato per accogliere come si deve chi magari ha esigenze speciali e sensibilità alle stelle. Insomma, una specie di Disneyland per i sensi così, almeno, nessuno si può lamentare.
Beatriz Lanfredi, la co-fondatrice, ci regala questa perla illuminante:
“AUTdance nasce dal desiderio di creare uno spazio in cui ciascuno possa sentirsi accolto e libero di esprimersi attraverso il movimento e la musica. In questi anni abbiamo visto nascere relazioni autentiche, momenti di condivisione ed una comunità sempre più consapevole del valore dell’inclusione. Tornare con una nuova edizione in un luogo come Nomad rappresenta per noi un’opportunità importante per continuare a costruire insieme questa esperienza, dimostrando che accessibilità e partecipazione possono diventare una risorsa per tutti”.
Meraviglioso, eh? Un mix di sogni adolescenziali e realtà sociali: la promessa che, seppur fatta nello splendore del Quartiere Certosa di Milano, tutto possa diventare “una risorsa per tutti”. La solita brillante utopia verniciata di buone intenzioni, accettata bonariamente dalla comunità per finta, esattamente come questi eventi “inclusivi” che, alla fin fine, sembrano più feste a tema autogestite.
Il tutto è confezionato in collaborazione con un cast che sembra uscito da una giuria di un talent show del terzo settore: ci sono Spazio Blu, la dottoressa Cristina Panisi, e – udite udite – il Consolato Generale del Brasile a Milano, che aggiunge quel tocco internazional-politoide che nessuno aveva richiesto ma che dà quel “plus” di serietà istituzionale. Senza dimenticare Silvana Oliveira dello Studio Dibea e il consorzio The Corp, perché la solidarietà è anche una questione di networking, mica solo di cuoricini e hashtag.
Così si rinnova l’appuntamento di AUTdance che, come sempre, si dichiara missionario nel favorire benessere, incontri e divertimento. E tutto rigorosamente “realmente inclusivo”, parola granitica usata spesso e volentieri in questi contesti per nascondere l’immensa fatica di trasformare veramente la diversità in qualcosa che non sia solo un vezzo annuale ma un arricchimento condiviso. Che bello prendere tutti per la mano e andare a ballare, insomma.
Quindi, per chi vuole aggiungere un tocco di bontà nel proprio sabato pomeriggio, appuntamento fissato: AUTdance, sabato 6 giugno 2026, dalle 15:00 alle 18:00, al Nomad – Quartiere Certosa, Milano. Ingresso rigorosamente libero, che ci piace così, open bar di pensieri inclusivi incluso (ma con modica quantità di aperitivo analcolico, non vorrete mica esagerare con la festa?).
E per chi se lo stesse chiedendo, l’instagram ufficiale del progetto è lì che aspetta con i cuoricini pronti: autdance.



