Oggi a Roma si chiude trionfalmente la quarta edizione del celeberrimo premio targato Unindustria, noto semplicemente come “Premio Film Impresa”. Che sorpresa, un evento che esalta la filiera dell’audiovisivo, definita strategica non solo per la regione ma – tenetevi forte – per l’intero Paese. Unindustria, con la lungimiranza degna di chi veglia sulle sorti industriali nazionali, ha sostenuto il progetto fin dall’inizio proprio grazie al magico duo del passato: Angelo Camilli, il predecessore, e il Presidente del Premio, Giampaolo Letta. Numeri stupefacenti e una partecipazione mastodontica sanciscono la bontà dell’iniziativa. Che novità.
Quest’anno, infatti, sono arrivate da tutta Italia più di 250 candidature. Ah, certo, perché 250 è proprio un numero stratificato, non un cifra normale, soprattutto se 32 provengono soltanto dal Lazio. Rispetto alla primissima edizione, quindi, un autentico boom. Numeri che dovrebbero far vibrare il cuore di ogni imprenditore italiano, confermando che questo premio è molto più di una semplice passerella: è addirittura il manifesto del favore generale con cui il sistema imprenditoriale nazionale lo accoglie. Roba da far venire le lacrime agli occhi agli appassionati di audiovisivi.
I film in gara spaziano su tutti i settori produttivi, dal manifatturiero ai servizi avanzati, e sono realizzati da imprese di ogni dimensione – piccole, medie, grandi e, naturalmente, multinazionali. In pratica, un festival del miglior storytelling che esalta l’eccellenza, il lavoro e l’innovazione dell’intero sistema produttivo nazionale. Nulla sfugge, nemmeno quell’ardente desiderio di narrare il saper fare italiano e l’orgoglio – manco a dirlo – di rafforzare l’identità di quei territori in cui le imprese hanno deciso di piantare le tende. Emozionante, non c’è che dire.
Insomma, il successo del Premio è lì a dimostrare che quando l’impresa si mette a chiacchierare con la cultura, si crea quel fatidico circolo virtuoso che – udite udite – serve per la crescita dell’intera comunità. Una rivelazione che farà tremare i manuali di economia aziendale.



