Atm costretta a spalancare il portafoglio: 16 tranvieri rimborsati con 260mila euro, ecco il motivo che fa impallidire i bilanci

Atm costretta a spalancare il portafoglio: 16 tranvieri rimborsati con 260mila euro, ecco il motivo che fa impallidire i bilanci

Strabilianti straordinari, oltre il limite consentito e, ovviamente, senza un minimo di riconoscimento. Atm si è vista condannata dalla Corte d’Appello di Milano (dopo una simpatica prima condanna in primo grado) a risarcire 16 tranvieri con la bellezza di 260mila euro. Un vero e proprio investimento sul capitale umano, non c’è che dire.

La sentenza è stata depositata in un’improvvisa giornata di lunedì 9 febbraio, quasi un anno dopo quel primo “avviso di garanzia” da parte della giudice del lavoro. Il risultato? Oltre 260mila euro già liquidati: a ognuno il suo, con importi che oscillano da 1.700 fino a 32mila euro, come in un gioco della lotteria del risarcimento.

Il caso riguarda gli anni passati, quando i dipendenti di questa efficiente azienda – sempre secondo la sentenza – si sono degnati di superare la modesta soglia delle 250 ore di straordinario consentite annualmente. Una vera trasgressione alla regola del buon impiegato diligente.

Cobas e la nobile difesa dello straordinario “volontario”

Con una mossa a sorpresa, Cobas è qui a ricordarci che, tyrannicamente, Atm tenta di vendere l’idea dello straordinario come attività “volontaria”, un po’ come dire che tu scegli liberamente di lavorare fino allo sfinimento e a farti pagare una miseria.

Cobas dichiara:

“Una favoletta bella e comoda quella raccontata da Atm che ignora, come se fosse poco, l’obbligo aziendale di rispettare le leggi e tutelare la salute dei lavoratori. La realtà, invece, è piuttosto evidente: dipendenti costretti a interminabili ore di straordinario per sopperire ai salari miserabili, spazzati via da un’inflazione che negli ultimi tre anni ha divorato oltre il 18% degli stipendi.”

Ma non finisce qui, la parte più gustosa arriva con i rinnovi contrattuali firmati con quei benemeriti sindacati come Cgil, Cisl, Uil, Faisa, Ugl e Orsa. Questi accordi, come dice il sindacato, hanno fatto il solo miracolo di peggiorare ulteriormente una situazione già drammatica.

Cobas, non esattamente un fan del compromesso, ha lanciato l’appello ai lavoratori: niente firme su accordi che prevedano risarcimenti da scambio sotto banco. Loro vogliono il “100%”, perché concedere un piccolo sconto a Atm? Non sia mai.

Con un finale degno di un film drammatico e senza lieto fine, il sindacato ha fatto sapere:

“Non negoziamo. Nessuna conciliazione, nessuna elemosina: vogliamo il 100%.”

Insomma, tra straordinari non pagati, sindacati che firmano e poi peggiorano, e una direzione aziendale che tenta il gioco della colpa sull’“autonomia” del lavoratore, la saga di Atm conferma che certe “gestioni” pubbliche sono apparentemente un manuale di come sciupare risorse e umiliare chi lavora.

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