Intanto, sotto lo sguardo impassibile del guardrail, si consuma una tragedia che avrebbe potuto essere evitata, se solo esistessero regole più rigorose, infrastrutture decenti e, naturalmente, molta più attenzione alla sicurezza.
Doveva essere una semplice gita in moto con papà e invece è finita in tragedia. Il piccolo era in sella con suo padre quando, per motivi ancora da chiarire – ovvero perché la Polizia stradale sta ancora facendo il suo “magico” lavoro investigativo – la moto si è spiaggiata contro un veicolo, con il conducente che ha perso il controllo, culminando nello schianto fatale contro il guardrail. Tante chiacchiere e un risultato che parla da solo: il bimbo è morto sul colpo.
Quando pensi che la giornata possa andare anche peggio, ecco che si fa strada il solito teatrino degli interventi d’emergenza: un elisoccorso del 118, che parte dalla base di Alessandria, si precipita sul luogo. Il traffico? Ovviamente bloccato, perché non c’è niente di meglio che paralizzare ancora di più la già mitica viabilità italiana in queste situazioni.
Il padre, fortunatamente non con ferite gravissime – chissà cosa si intende per “non gravi” in casi simili –, viene caricato su un’ambulanza e portato presso l’ospedale Cardinal Massaia di Asti, ma in uno stato di choc che si potrebbe facilmente immaginare, vista la coincidenza coi fatti.
La solita dinamica da chiarire: chi ha torto? Chiedete alla Polizia stradale
A detta di chi dovrebbe fare luce sull’accaduto, la dinamica è ancora un mistero degno di un thriller d’azione. Forse si scambiano le parole “ancora in fase di accertamento” per “chiacchiere da bar” interminabili.
Potremmo ipotizzare che la moto abbia sbattuto contro l’auto e che questo abbia fatto perdere il controllo al conducente, o forse che la tanto amata tragicità all’italiana si sia manifestata con quel perfetto mix di distrazioni, velocità e sfortunati eventi. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole autostradale.
Intanto, sotto lo sguardo impassibile del guardrail, si consuma una tragedia che avrebbe potuto essere evitata, se solo esistessero regole più rigorose, infrastrutture decenti e, naturalmente, molta più attenzione alla sicurezza.
L’intervento e il caos garantito
Come se non bastasse, l’arrivo dell’elisoccorso dall’ospedale di Alessandria aggiunge al quadro un tocco di drammaticità spettacolare del tutto inutile ma sempre apprezzato dai media. Nel frattempo, l’autostrada si trasforma in un parcheggio a cielo aperto, tra auto incolonnate e gente impaziente che si chiede: “Ma quando finirà tutto questo?”
E la risposta è ovvia: quando qualcuno finalmente deciderà di agire seriamente sulla sicurezza, lasciando da parte le solite scuse e i processi all’infinito dopo l’ennesima tragedia. Nel frattempo, l’autostrada resta il teatro preferito delle disgrazie annunciate.



