Le azioni di Alphabet, il glorioso gigante che ci regala Google, hanno deciso di giocare a nascondino nel premercato di martedì, scendendo di un sontuoso 2,6% nonostante la compagnia abbia superato con una certa nonchalance le aspettative di Wall Street su ricavi e utili. Ah, la geniale ironia di un mercato che premia i miracoli con un’apertura negativa.
Nel frattempo, la chiusura di mercoledì aveva già anticipato la modestia di questa gloria, con un calo vicino al 2%. Dopo il suono del campanello, Alphabet ha riversato numeri che farebbero brillare gli occhi a chiunque: un fatturato trimestrale da 113,83 miliardi di dollari, ben al di sopra dei 111,43 miliardi previsti dai saggi indovini di LSEG.
La sezione Google Cloud si è portata a casa 17,66 miliardi di dollari, sfornando più risorse di quanto i preveditori di Wall Street, con i loro soliti calcoli, avevano piazzato in 16,18 miliardi. Nel frattempo, l’annuncio che ha fatto storcere il naso agli investitori puntualizza che gli introiti pubblicitari di YouTube si sono fermati a 11,38 miliardi contro gli stimati 11,84. Quindi, qualcosa che convince sì, ma non troppo.
Da notare, però, la vera bomba: Alphabet ha dichiarato che farà schizzare gli investimenti per il 2026 fino a una sorprendente somma compresa tra i 175 e i 185 miliardi di dollari. Per chi non avesse colto il sarcasmo, si tratta di più del doppio dei fondi spesi nel 2025. Il grosso di questa corsa folle finanzierà la capacità computazionale per l’intelligenza artificiale, in particolare per la scintillante Google DeepMind.
Cosa dicono gli analisti
Gli analisti di Barclays non si sono trattenuti in una nota giovedì, dove hanno gentilmente evidenziato che i costi di infrastruttura, DeepMind e Waymo hanno “zavorrato la redditività complessiva di Alphabet” e, come una triste poesia, continueranno a farlo anche nel 2026.
La crescita del Cloud, invece, è stata definita “sbalorditiva”, misurata da qualsiasi metrica vogliate: fatturato, backlog, numero di token API processati, adozione da parte delle imprese di Gemini. Questi dati, uniti ai progressi sul fronte modelli di DeepMind, tutti segnali che iniziano a giustificare l’esplosione del 100% degli investimenti in capitale nel 2026.
Ne hanno concluso con felice entusiasmo:
“La storia dell’intelligenza artificiale sta migliorando mentre la ricerca accelera – questo è il dato più importante per GOOG.”
Dall’altra parte, gli analisti di Deutsche Bank si sono limitati a “stordire il mondo” per il gigantesco piano di spesa di Alphabet. Perfettamente pragmatici, hanno aggiunto candidamente giovedì:
“In un settore tecnologico in pieno caos, non è chiaro se questo sia un bene o un male.”
Insomma, tra promesse di investimenti faraonici e dichiarazioni sibilline, sembra che Alphabet stia giocando una partita ad alto rischio: scommettere tutto sull’IA mentre il resto del mondo osserva perplesso. E voi, nel dubbio, magari tenete d’occhio le azioni… o fate una scommessa sul prossimo colpo di scena.



